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Cronaca

Burgez e l’annuncio di lavoro/ “Meglio le filippine, le italiane sono stanche, hanno il moroso, la palestra…”

Burgez e l’annuncio di lavoro: “Meglio le filippine, le italiane sono stanche, hanno il moroso, la palestra…”. Sta facendo discutere l’annuncio di lavoro della nota catena di fast food

Burgez e l'annuncio di lavoro provocatorioBurgez e l'annuncio di lavoro provocatorio

Sta facendo il giro del web e discutere, l’annuncio di lavoro pubblicato dalla catena di fast food Burgez. Per il locale in Milano, in via Savona, è stato postato sulla pagina ufficiale Facebook, in data undici marzo, il seguente annuncio: «Stiamo cercando una cassiera per Burgez. Se ci chiedete perché la maggior parte delle cassiere sono ragazze filippine vi rispondiamo perché le italiane il sabato hanno il moroso, il mercoledì hanno la palestra, la domenica la stanchezza, ecc.». Quindi il post aggiunge, «Italiane, svegliatevi! Il lavoro c'è, siete voi che non ci siete». Un annuncio decisamente provocatorio, che ha trovato, da una parte, accoglimento, ma dall’altra, (per la stragrande maggioranza a dire il vero), decisamente rabbia. La catena in questione è stata infatti sommersa di critiche, accuse di razzismo e di sessismo, in un’epoca in cui basta davvero poco per scatenare una sommossa poporale.

“NOI VORREMMO PIU’ ITALIANE”

Il fondatore di Burgez, Simone Ciaruffoli, ha cercato di fare un po’ di chiarezza, come riportato dal quotidiano Leggo: «Non è vero che non vogliamo le italiane, ne vorremmo di più ma è difficile trovarne: qualcuna viene al colloquio con la mamma, altre con il fidanzato. La palestra e la stanchezza sono solo alcune delle frasi sentite ai colloqui, che nessuna ragazza non italiana ci ha mai detto». Secondo Ciaruffoli non si tratta di razzismo, ma di semplice realtà, e il post avrebbe tra l’altro portato all’effetto desiderato visto che nel giro di breve tempo sarebbero arrivati più di 260 curricula. Gli italiani non sono così assenti all’interno della catena di Burgez, visto che sono un/terzo del personale, anche se in cucina latitano, dove ci sono turni duri e difficili. «Non pensavo che si potesse scatenare tutto questo delirio – ha chiosato Ciaruffoli - ma la gente vede ciò che vuol vedere e ha visto un razzismo al contrario che non esiste».

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