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Cronaca

Benedetto XVI, 91 anni del Papa Emerito/ Bergoglio fa gli auguri a Ratzinger e gli dedica la Santa Messa

Compleanno di Benedetto XVI, i 91 anni di Papa Ratzinger: auguri in famiglia nel monastero in Vaticano. L'eredità della fede e quella passione per la libertà e la ragione nel servire Dio

Papa Benedetto XVI, il compleanno dell'anno scorso (LaPresse)Papa Benedetto XVI, il compleanno dell'anno scorso (LaPresse)

Nella giornata in cui si celebrano i 91 anni del Papa Emerito Benedetto XVI e si ripercorre anche il suo non lunghissimo ma certamente intenso pontificato (costellato anche di polemiche ma anche di celebri discorsi che oggi i principali organi di stampa rievocano), non potevano ovviamente mancare all’appello anche gli auguri da parte di Papa Francesco, come confermato nelle ultime ore da una breve nota emanata dalla Sala Stampa Vaticana. Nel comunicato, infatti, si spiega che nella giornata di oggi il pontefice ha inviato i suoi auguri personali a Ratzinger e gli ha “offerto anche la Santa Messa”. Inoltre, la stessa Sala Stampa ha pure spiegato che, dopo aver trascorso questa giornata in compagnia del fratello Georg “in un clima tranquillo e familiare”, il Papa Emerito avrà l’onore di ascoltare in serata alcuni brani suonati dalla banda musicale della Guardia Svizzera Pontificia al Monastero Mater Ecclesiae. (agg. di R. G. Flore)

RATZINGER NEL 2012, "AIUTIAMO LA SIRIA PRIMA CHE SIA TARDI"

Nel giorno in cui Papa Benedetto XVI compie 91 anni il pensiero non può non andare, vedendo l’attuale situazione internazionale, a quelle parole “profetiche” che nel 2012 il Pontefice emerito pronunziò sulla nascente guerra civile nella già allora martoriata Siria. Negli ultimi mesi Papa Francesco ha più volte tuonato contro le organizzazioni mondiali che stanno permettendo da tempo il massacro in Siria su entrambe le sponde, ma ogni appello è rimasto colpevolmente inascoltato; così come non venne minimamente accolta la forte invettiva lanciata da Papa Ratzinger in una Udienza Generale in Piazza San Pietro del 12 novembre 2012. «Dobbiamo fare tutto il possibile perchè un giorno potrebbe essere troppo tardi. Rinnovo l'invito alle parti in conflitto e a quanti hanno a cuore il bene della Siria a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace e a perseguire, attraverso il dialogo, le strade che portano ad una giusta convivenza, in vista di un'adeguata soluzione politica del conflitto». Lo ha ricordato proprio in queste ore di ansia per il destino della Siria, il vescovo di Aleppo Monsignor Antoine Audo: «Già Benedetto XVI, nel novembre del 2012, aveva invitato le nazioni a fare il possibile per evitare il peggio», ma purtroppo non è bastato. In un Angelus, sempre del lontano 2012, Papa Benedetto XVI aveva ancora rilanciato il tema “caldo” della guerra in Siria riflettendo sul dolore  fil dramma della popolazione; «chiedo che sia garantita la necessaria assistenza umanitaria e l’aiuto solidale. Nel rinnovare la mia vicinanza alla popolazione sofferente ed il ricordo nella preghiera, rinnovo un pressante appello, perché si ponga fine ad ogni violenza e spargimento di sangue. Chiedo a Dio la sapienza del cuore, in particolare per quanti hanno maggiori responsabilità, perché non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto». 

I 91 ANNI DEL PAPA EMERITO

Una festa più intima rispetto alle bevute di birra bavarese dello scorso compleanno, ma per i 91 anni di Benedetto XVI la famiglia Ratzinger è accorsa in Vaticano per salutare l’amato Papa Emerito, sofferente di un fisico ormai molto debilitato ma dalla testa e dalla scrittura ancora molto lucida. Oggi 16 aprile 2018, il Pontefice protagonista della prima rinuncia della storia della Chiesa da sei secoli a questa parte, celebra i suoi 91 anni di passione e umiltà nel servire la Chiesa del Signore. Prima come giovane seminarista, poi come importante teologo (è ancora il massimo esponente vivente della Chiesa Cattolica in questi termini, ndr) e in età più avanzata come decisivo vescovo alleato delle riforme di Papa Giovanni Paolo II fino a diventare l’umile “servitore della vigna del Signore”. Benedetto XVI, sebbene «nell’ultima parte del cammino verso casa», come ha confessato lui stesso a fine 2017 in una lettera al Corriere della Sera, trascorrerà qualche giorno nella sua residenza attuale, il Monastero Mater Ecclesiae, con gli amici e il fratello Georg (94 anni), giunto apposta dalla Baviera. Momenti più intimi per una condizione fisica che non permette grandi “strapazzate” ma che intende conservare le forze per i suoi impegni letterari e la sua incessante “attività” di preghiera: per la Chiesa, per il suo successore Francesco e per l’intero mondo tanto bisognoso di una ventata di “aria nuova” che possa rimettere al centro il rapporto filiale con Gesù salvatore, come Ratzinger ha sempre ribadito durante il suo Pontificato.

LA PASSIONE PER LA RAGIONE

Le parole dette da Benedetto XVI in quella lettera di qualche mese fa riflettono quelle simili che pronunciò nell’omelia il giorno del suo 85esimo compleanno: «Mi trovo di fronte all’ultimo tratto del percorso della mia vita e non so cosa mi aspetta. So, però, che la luce di Dio c’è, che Egli è risorto, che la sua luce è più forte di ogni oscurità; che la bontà di Dio è più forte di ogni male di questo mondo. E questo mi aiuta a procedere con sicurezza», disse Ratzinger nella Cappella Paolina. L’importanza del suo pensiero e del suo Magistero, oltre che fornire la base e il “collante” tra due importantissimi Pontificati come quelli di Giovanni Paolo II e Francesco, contribuisce alla vita della Chiesa in maniera centrale e decisiva, anche se non in molti la “riconoscono” (specie tra i più critici della Chiesa). La passione per la libertà, la testimonianza del rapporto ineludibile tra ragione e fede e quanto già dicevamo del “servizio umile” all’opera di Cristo sono solo alcuni dei “punti” di cui possiamo e dobbiamo essere grati in quanto cristiani al Papa Emerito. «Il Dio veramente divino è quel Dio che si è mostrato come logos e come logos ha agito e agisce pieno di amore in nostro favore»; lo diceva in quella incredibile (e criticatissima) testimonianza tenuta da Papa Benedetto XVI a Ratisbona nel 12 settembre 2006.

Un Dio che si fa amore e ragione: il suo discorso venne visto come una “frattura” tra l’Islam e il Cristianesimo, ma per Ratzinger l’accento non voleva essere una accusa, ma una sottolineatura di cosa realmente serve all’uomo per poter essere salvato in tutta la sua complessità e dramma. «La separazione fra fede e ragione costituisce una condizione pericolosa per l’umanità: lo constatiamo nelle patologie minacciose della religione e della ragione, patologie che necessariamente devono scoppiare, quando la ragionevolezza viene ridotta a tal punto che le questioni della religione e dell’ethos non la riguardano più», scriveva ancora nel celebre discorso di Ratisbona. Grati a Dio, come Ratzinger è grato al Signore di avergli donato il “regalo più prezioso”: «ho potuto fare l’esperienza profonda di che cosa significa bontà materna, sempre aperta a chi cerca rifugio e proprio così in grado di darmi la libertà», raccontava commosso il Pontefice durante l’omelia per il suo ottantesimo compleanno.

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