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Cronaca

CANADA: FURGONE TRAVOLGE PASSANTI A TORONTO, 10 MORTI/ Video, gli amici del killer: "Non sapeva guidare"

Attentato a Toronto, furgone travolge passanti: 10 morti. Video e ultime notizie sulla strage in Canada, il killer è un 25enne non legato al terrorismo

Furgone sulla folla a Toronto, Canada (Foto da video Twitter)Furgone sulla folla a Toronto, Canada (Foto da video Twitter)

Ora che è stato arrestato Alek Minassian, il 25enne autore della strage di Toronto in cui sono morte almeno 10 persone e ferite altre 15, la priorità è cercare di capire che il movente che abbia spinto il giovane a scagliarsi sulla folla alla guida di un furgone. Come riportato da Adnkronos, per il momento la pista terroristica viene esclusa: chi lo conosce descrive Minassian come un "ragazzo problematico", con importanti difficoltà nei rapporti social. Un tipo molto taciturno, che quando parlava riusciva a stento a controllare i suoi tic. In tanti inoltre sono rimasti colpiti dal fatto che Minassian sia riuscito a condurre un attacco così complicato alla guida del van: tra gli ex compagni del liceo e del Seneca College, molti dei quali intervistati dal 'Globe and mail', ci si meraviglia di come Minassian abbia potuto farcela visto che aveva avuto persino problemi a superare l'esame di guida. Altri invece ne sottolineano l'abilità al pc definendo un "mago del computer" esperto di "coding", che però per laurearsi aveva impiegato ben 7 anni. (agg. di Dario D'Angelo)

PRIMA VITTIMA IDENTIFICATA: DONNA ITALO-CANADESE

Un nuovo attentato, forse di matrice islamica, questa volta eseguito a Toronto, in Canada. Un pazzo ha preso il suo furgone, ed ha travolto tutti i passanti che trovava per strada, ammazzandone 10 e ferendone 15, di cui alcuni in condizioni molto gravi. Fra le vittime, la prima identificata è una donna italo-canadese. Si tratta di Anne Marie D’Amico, impiegata in un’agenzia investCo, che è stata appunto falciata dall’autista, il 25enne Alek Minassian, residente a Richmond Hill, nella periferia nord di Toronto. L’attentatore ha provato a fuggire, ma è stato fermato dalla polizia. Circa quanto accaduto nel nord America si sa ancora poco, ed in particolare, non è chiaro se il pazzo che ha commesso questo atto sia stato spinto dalla religione, o semplicemente, avesse voluto emulare le molte altre stragi avvenute in quella zona del mondo negli ultimi tempi, anche se di stampo diverso, con l’uso quasi sempre delle armi da fuoco. Nelle prossime ore si saprà sicuramente di più, visto che le forze dell’ordine stanno lavorando al caso. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PARLA ALI SHAKER

«L'ho visto avanzare, poi fiondarsi sulle persone. Le colpiva a una a una. Non riesco a credere a quello che ho visto, una persona è stata scagliata in aria, c'era sangue ovunque, è incredibile. Ha iniziato a colpire tutti quelli che erano nel suo percorso, la gente sul marciapiede. Li colpiva uno a uno»: fa impressione il racconto che Ali Shaker fa dei momenti di tensioni passati ieri a Toronto durante l’attentato in pieno centro. Il testimone era a bordo della sua auto e ha visto davanti la scena raccapricciante che pareva aver già visto in purtroppo tante altre volte negli ultimi anni: il furgone lanciato a tutta velocità sulla folla, guidato dal canadese che sembra non aver particolari legami con il terrorismo internazionale (al momento), ha falciato tutti i presenti. «Ha ucciso tutte quelle persone. Ho visto un passeggino volare in aria, non riesco ancora a crederci, è stato tremendo, un vero incubo», spiega ancora Shaker dopo l’attentato compiuto dal 25enne Minassian. Restano in corso le indagini e gli interrogatori all’unico sospettato e catturato: voleva uccidere, questo risulta chiaro da tutte le testimonianze prese sul posto dalla polizia di Toronto che ha deciso giustamente di incriminare con l’accusa di omicidio plurimo e tentata strage il giovane dal passato misterioso e con probabili turbe psichiche. (agg. di Niccolò Magnani)

IL KILLER ALL’AGENTE: “SPARAMI IN TESTA!”

L'autore della strage di Toronto, il 25enne Alek Minassian che ha travolto decine di passanti alla guida di un furgone, voleva essere ucciso dalle forze dell'ordine. Lo si evince dalle drammatiche sequenze dell'arresto, riprese da un video pubblicato dal Toronto Star che ha fatto già il giro del mondo. Nelle immagini si vede il presunto attentatore nell'atto impugnare un'arma, probabilmente non una pistola, all'indirizzo di un agente. Questi gli intima di stendersi a terra, ma il killer replica:"Uccidimi, ho una pistola nella mia tasca". L'agente insiste:"Stenditi o sparo", mentre l'altro sembra mimare il gesto di un colpo di pistola e aggiunge:"Sparami in testa". Pochi istanti dopo le immagini si staccano e si vede l'attentatore steso a terra a pancia in giù mentre l'agente è impegnato ad ammanettarlo. (agg. di Dario D'Angelo)

CHI E' L'ATTENTATORE

Toronto, furgone travolge passanti: sale il numero delle vittime della strage in Canada, con il 25enne Alek Minassian che ha investito numerosi pedoni in una folle corsa a 70 chilometri orari sul marciapiede. Sono dieci in totale i morti, mentre il numero dei feriti è salito a quindici. Come sottolinea l’Huffington Post, l’attentatore è stato identificato dalle forze dell’ordine canadesi: un cittadino canadese forsedi origini armene che, secondo le prime ricostruzioni, non ha alcun legame con il terrorismo. Non sono stati infatti individuati rischi per la sicurezza nazionale, ma tutte le piste sono ancora battute. La principale di queste è legata al gesto di una persona instabile mentalmente: Alek Minassian infatti soffrirebbe di disturbi psichici. Il 25enne è stato descritto come un uomo solitario e problematico: in passato avrebbe cercato più volte su internet informazioni su stragi, come quella compiuta da lui ieri a Toronto. (Agg. Massimo Balsamo)

"ATTO DELIBERATO, E' ORRIBILE"

Si è aggravato il bilancio dell'attacco avvenuto a Toronto, in Canada: ci sono almeno 9 morti e 16 feriti, di cui 5 navi. Un furgone ha travolto un gruppo di pedoni alle 13.27 locali, le 19.27 italiane. Non è chiaro quale sia il movente del gesto dell'uomo, ma la concomitanza con la riunione ministeriale del G7 lascia pensare ad un gesto terroristico. Gli investigatori citati dai media locali hanno dichiarato che il gesto «appare come un atto deliberato». Secondo i media canadesi il furgone era stato affittato. L'autista ha travolto tutti coloro che si trovavano sul suo percorso: lo ha detto Stephen Powell, capo distrettuale dei vigili del fuoco, alla Cnn. Il dipartimento stesso dei pompieri poco prima aveva definito «orribile» la scena via Twitter. Un testimone alla tv locale Ctv ha raccontato: «Ho visto un passeggino volare» e «molti anziani» colpiti. Nelle vicinanze c'è infatti una casa di riposo. «Non ho mai visto niente di simile in tutta la mia vita, c'era sangue ovunque», ha dichiarato. (agg. di Silvana Palazzo)

“HA CENTRATO LE PERSONE UNA A UNA”

I dati non sono ancora ufficiali, ma il van che ha travolto un gruppo di pedoni a Toronto, in Canada, avrebbe fatto cinque morti. Ferite invece una decina di persone. Non si ha nessuna notizia al momento sulla dinamica dell'incidente, avvenuto all'incrocio tra Yonge e Finch. Alcuni testimoni hanno raccontato che l'uomo avrebbe estratto una pistola, ma la polizia locale su Twitter ha escluso che ci siano stati spari. Un testimone in particolare ha riferito a Cnn che l'autista del van ha percorso circa un chilometro, «investendo le persone ad una ad una». La polizia comunque ha invitato la popolazione a stare lontana dalla zona, nel frattempo è stato sospeso sulla linea 1. Il premier canadese Justin Trudeau ha espresso vicinanza alle vittime: «Ovviamente i nostri cuori sono con tutte le persone coinvolte, sapremo e diremo qualcosa di più nelle prossime ore». A 30 chilometri dal luogo dell'incidente è in corso il G7 dei ministri degli Esteri a cui partecipa Angelino Alfano. L'Unità di crisi della Farnesina sta verificando l'eventuale coinvolgimento di connazionali. (agg. di Silvana Palazzo)

CANADA, FURGONE INVESTE PEDONI A TORONTO

Panico e feriti: purtroppo ancora una volta dobbiamo scrivere di un furgone-van che piomba sulla folla, senza avere ancora la certezza che si tratti di un attentato terroristico oppure di un tragico e tremendo incidente: avviene tutto a Toronto in Canada, quando alle 19.30 un piccolo van bianco è salito sul marciapiede e ha travolto una dozzina di persone che stavano tranquillamente camminando nel centro della metropoli canadese. Secondo le primissime informazioni rilasciate dalla polizia di Toronto, ci sarebbero almeno 8 feriti di cui alcuni molto gravi (fonti locali della Polizia danno notizia anche di alcuni morti, ma al momento le informazioni sono ancora confuse e non ufficiali): ci sono viste infatti scene di panico e gente che si è improvvisata infermiere nel praticare il massaggio cardiaco ai presenti travolti dalla furia dell’autista solitario. Quello che è certo è che il responsabile è stato arrestato: nelle prossime ore si proverà a scoprire se si tratti di un fatale ma “innocente” incidente stradale o se invece si sia trattato di un atto deliberato e quindi di un attentato terroristico sulla “orrenda modalità” già vista in varie altre città d’Europa e del mondo.

MISTERO SULLE CAUSE

È mistero sulle cause ma emergono alcuni dettagli che vale la pena segnalare: prima di essere arrestato, l’autista avrebbe cercato di fuggire dal luogo dell’investimento per far perdere le tracce. Non solo, alcuni testimoni spiegano di aver visto il camioncino superare d’improvviso la barriera che separa la strada dall’area pedonale a quel punto ha travolto la dozzina di pedoni che stava transitando in quella zona. Sospesa la metropolitana adiacente e chiuso tutto il quartiere per limitare ulteriori danni in attesa della mesa in sicurezza dell’area dopo l’arresto del sospetto aggressore. Il timore di un attacco terroristico è alto visto che in questi giorni è in corso il G7 dei Ministri degli Esteri proprio a Toronto: per avere delle certezze però dovranno essere svolte le prime indagini sul posto e solo dopo potremmo avere info più dettagliate su quanto avvenuto. La polizia fa sapere di stare lontani dalla zona per paura di possibili altre azioni pericolose.

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