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Cronaca

ROMA, ATAC SOSPENDE MICAELA QUINTAVALLE DOPO LE IENE/ Video, sindacalista contro codice etico dell'azienda

Roma, l’Atac sospende la sindacalista Micaela Quintavalle dopo la denuncia a Le Iene: “Ho fatto la cosa giusta, vado avanti. Rischia seriamente il licanziamento l'autista

La sindacalista e autista Quintavalle - La7La sindacalista e autista Quintavalle - La7

Dopo la notizia della sospensione di Micaela Quintavalle, autista Atac e sindacalista, avvenuta in seguito alla sua intervista a Le Iene, non sono mancati i moti di solidarietà da parte di colleghi e non solo. "L'azienda farà i suoi passi, l'azienda mi ha sospesa a tempo indeterminato perché sono andata contro il codice etico", ha dichiarato la Quintavalle in un video Facebook, circondata da colleghi ed altri cittadini mentre si trova in via Prenestina 45. Non smentisce le accuse ma punta il dito proprio contro quel codice etico definendolo "un metodo coercitivo per impedirci di seguire il codice della strada e il codice penale", dice. Nonostante le conseguenze, Micaela si è detta più interessata alla sicurezza dei cittadini che al codice etico dell'azienda che l'ha per ora sospesa. Quindi ha elencato tutti i casi degni di denuncia nei quali i cittadini e passeggeri sono stati spesso messi in pericolo a causa delle condizioni degli stessi autobus. "Siamo nel ridicolo perché l'azienda dice che Quintavalle dà l'immagine aziendale. Io credo che il servizio delle Iene sia stato fondamentale", ha aggiunto, ribadendo come lo stesso sia servito a discolpare gli autisti Atac da tutti i problemi realmente esistenti. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“TRATTATA COME UNA DROGATA”

Ha pubblicato un video sulla propria pagina Facebook, Micaela Quintavalle, l’autista dell’Atac, anche sindacalista, sospesa dal servizio pubblico a seguito della denuncia a Le Iene. Come risposta alla sospensione, Micaela ha voluto rendere pubblico l'accaduto attraverso una diretta in cui la stessa non è riuscita a trattenere l'emozione, scoppiando in lacrime, convinta di aver subito un torto dall’azienda per cui lavora. «Atac ha scelto di sospendermi dal servizio – alcuni passaggi del video che potete trovare qui - esattamente come si sospendono dal servizio persone che fanno uso di sostanze stupefacenti: non c’è proprio differenza. Tutto ciò nonostante il grande contributo che io ho cercato di dare all’azienda e le denunce per la sicurezza della cittadinanza». Sul web sono moltissime le persone che si sono attivate in favore della stessa Quintavalle, conosciuta anche come “la pasionaria”, e basta vedere la pagina Facebook personale dell'autista Atac per capirlo: petizioni su change.org, scritte apposte sugli autobus, manifestazioni e molto altro, riuscirà a riottenere il proprio lavoro? (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SOSPESA LA PASIONARIA QUINTAVALLE

Un brusco risveglio quello di giovedì mattina per Micaela Quintavalle. L’autista dell’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici di Roma, fondatrice e segretaria nazionale del sindacato Cambia-Menti, riservato agli autisti e ai macchinisti capitoli, ha ricevuto una lettera dalla stessa società di trasporti pubblici, in cui le veniva comunicata la sospensione dal lavoro a tempo indeterminato. A far scattarel’Atac è stato il servizio-denuncia realizzato da Le Iene, in cui la protagonista era appunto Micaela, conosciuta anche come la “pasionaria”. Nel servizio, l’autista del bus romano sottolineava le condizioni precarie in cui versano moltissimi mezzi della flotta Atac, una situazione che rischia di divenire un serio pericolo per i cittadini, come confermato anche dai molti e recenti casi di incendi vari sugli stessi autobus.

“NEMMENO IL PD SI ERA PERMESSO”

«Nemmeno il Pd si era permesso», la reazione in lacrime della stessa Quintavalle, attraverso una diretta su Facebook per svelare appunto il "regalo" ricevuto ieri mattina. Nel 2016 la stessa autista aveva invitato i suoi colleghi a votare per il Movimento 5 Stelle, ed è probabilmente a questo che la dipendente Atac si riferisce tirando in ballo il Partito Democratico. Micaela non percepirà più lo stipendio, e c’è il serio rischio di un licenziamento, quindi la palla passerà nelle mani degli avvocati. «Ora ci penserà il mio avvocato, ma mi sento di aver fatto la cosa giusta», afferma la ragazza, che sembra quindi intenzionata a proseguire la sua lotta contro lo stato di degrado dei mezzi pubblici romani.

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