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Cronaca

"MIA MOGLIE AGGREDITA DA NEGRO": MESTRE, CARTELLO SHOCK DI UN DENTISTA/ Ultime notizie: condanna dei colleghi

"Mia moglie aggredita da un negro": il cartello choc nello studio di un dentista a Mestre: è bufera su frase razzista. Lui si giustifica ma si valuta segnalazione all'Ordine.

"Mia moglie aggredita da un negro": cartello dal dentista (Pixabay)

La vicenda di Mestre che ha coinvolto un dentista e il cartello shock da lui esposto, in cui ha letteralmente affermato che “un negro” ha aggredito la moglie, potrebbe avere ripercussioni sul lavoro dell’uomo. Il caso infatti potrebbe finire all’Ordine dei medici, con i colleghi del dentista Bragaggia che stanno valutando in queste ore una possibile segnalazione. Il presidente Giovanni Leoni, intervenuto ai microfoni de La Nuova Venezia, ha sottolineato: "Esprimo solidarietà al collega per quanto accaduto alla moglie, turbata e ferita, ma come medici per giuramento accogliamo le persone indipendentemente dal colore, dalla razza e dalla professione. L'attività delinquenziale è da condannare in senso lato, a prescindere dalla pelle. Il termine 'negro' può essere inteso come dispregiativo". (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CARTELLO SHOCK DI UN DENTISTA A MESTRE

Chi si reca nello studio del dentista Pierantonio Bragaggia, un professionista di Mestre, da alcuni giorni non può non notare affisso nella sala d'attesa un cartello alquanto emblematico. "Ieri mia moglie alle 12 al parco della Albanese (Bissuola) è stata aggredita da un negro che dopo averla sbattuta a terra ha cercato di rubarle il cellulare e la bicicletta", si legge nel cartello che riporta il racconto di un episodio spiacevole accaduto alla sua consorte. "È stata salvata da un passante che si è messo a gridare. Ognuno tragga le proprie conclusioni da questo inaccettabile episodio, ma invito tutti a riflettere su quanto accaduto e soprattutto sulle responsabilità politiche di tutto questo", ha aggiunto. Il tutto scritto su un foglio giallo e con la firma del medico in calce. Dopo aver sporto denuncia alla polizia, il dentista ha spiegato il senso del suo messaggio a La Nuova Venezia, ricostruendo l'accaduto. A suo dire, dietro quel testo ci sarebbe stato l'intento di mettere in guardia tutti. "Ho incassato attestati di solidarietà, di vicinanza a mia moglie, solo una persona mi ha fatto presente che potevo usare un altro termine", ha replicato a chi gli avrebbe fatto notare di aver usato la parola "negro". Ma il professionista ha replicato asserendo che nel Devoto-Oli 'negrò vuol dire appartenente alla razza negra, perché le cose vanno dette senza giri di parole". Eppure diversi pazienti avrebbero manifestato la loro vicinanza alle parole scritte dal medico. Poi il dentista ha aggiunto: "il mio intento non era di colpire chiunque, ce l'avevo con lui, con quello che ha aggredito mia moglie. Ho vicini negri eccezionali con bimbe splendide che mi onoro di salutare", senza quindi risparmiare ancora una volta il termine contestato.

L’EPISODIO VIOLENTO A SCAPITO DELLA MOGLIE

L'episodio di cui la moglie del dentista accusato da alcuni di aver adottato un atteggiamento razzista è stata vittima, si è registrato lo scorso lunedì nei pressi del centro civico del Parco, dove la donna aveva appoggiato la sua bicicletta per proseguire a piedi. Come spiegato dal marito, solo quando è tornata a prendere il mezzo su due ruote ha visto un uomo che "trafficava" proprio sulla sua bici. Quindi avrebbe preso il cellulare per allertare le forze dell'ordine o magari fotografarlo ma in pochi istanti l'uomo l'avrebbe scaraventata a terra portandole via il cellulare. "Grazie  a Dio in quel momento un signore con un bimbo per mano si è messo a gridare e l'uomo è fuggito via", ha raccontato ancora il dentista. Parlando poi dell'immigrazione in generale, il medico ha commentato: "Non mi do ragione di questa gioiosa sottomissione a un'immigrazione senza filtro, un'illegalità diffusa, una microcriminalità dilagante, non la accetto. Le leggi sono permissive, la magistratura buonista, gli avvocati ci marciano. A me bastano i miei criminali, la mafia, la Mala del Brenta, dobbiamo importarne altri?". Intanto, a quanto pare, alcuni colleghi del dottor Bragaggia starebbero valutando se segnalare o meno il caso all'Ordine dei medici.

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