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Cronaca

BRESCIA, NEONATO UCCISO DA BATTERIO: ALTRI 9 CONTAGIATI/ Ultime notizie: primario "Cerchiamo primo focolaio"

Neonato muore per batterio in ospedale Brescia: è accaduto agli Spedali Civili. Altri 10 casi di contagio nel reparto: Procura e Regione Lombarida avviano due inchieste. 

Neonato morto all'ospedale Civile di Brescia - PixabayNeonato morto all'ospedale Civile di Brescia - Pixabay

I riflettori continuano a restare accesi sul caso del neonato morto a causa del batterio Serratia marcescens presso gli Spedali Civili di Brescia e ad esprimersi in queste ore è stato anche il primario del reparto di terapia intensiva neonatale, Gaetano Chirico. Come riporta TgCom24, il medico ha annunciato di essere alla ricerca del focolaio che avrebbe scatenato l'infezione: "Siamo alla ricerca del focolaio originario dell'infezione, ma non siamo certi di trovarlo. Si tratta di un batterio molto diffuso", ha spiegato. Intanto, secondo quanto annunciato dalla direzione dell'ospedale, il piccolo deceduto non è l'unico neonato ad essere stato infettato in ospedale. Sarebbero dieci, in tutto - compreso il gemellino del neonato morto - ad essere risultati positivi al batterio. L'infezione, come riporta Milano Fanpage, avrebbe iniziato a diffondersi il 20 luglio scorso "quando è stata identificata una condizione di malattia da Serratia marcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) e a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare". I primi due neonati sono migliorati gradualmente mentre ul terzo, poi deceduto, aveva sviluppato "segni clinici da shock settico e un quadro clinico che è progressivamente peggiorato nonostante la terapia antibiotica a largo spettro e le cure intensive". Successivamente sono stati individuati altri sette casi. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ALTRI SEI CASI PREOCCUPANTI

Nel bresciano continua a tener banco il decesso di un neonato a causa del batterio “serratia marcescens”. Un caso, non l'unico, che ha allarmato non poco l'opinione pubblica. I primi casi risalgono allo scorso 20 luglio, tra cui proprio quello che ha colpito il piccolo. In un primo momento i sintomi sembravano riconducibili ad una congiuntivite, ma gli esami specifici hanno poi portato alla diagnosi. Il neonato non ce l'ha fatta, altri piccoli hanno contratto l'infezione, tra il 20 luglio e il 6 agosto sono stati individuati altri sette episodi, di cui sei con presenza del batterio ed un caso di infezione alle vie urinarie. "Il Civile – si legge in una nota ufficiale – ha provveduto a tutti gli interventi previsti per contenere il focolaio: dall’allerta del Comitato infezioni ospedaliere pediatrico all’isolamento dei piccoli contagiati sino alle successive e progressive bonifiche che per il completamento di tutti gli ambienti del reparto ha imposto anche la chiusura dell’accesso alla terapia intensiva neonatale, che tuttora permane...". (Aggiornamento Jacopo D'Antuono)

SERRATIA MARCESCENS

Un neonato è morto a Brescia a causa del batterio “serratia marcescens”. Il piccolo era ricoverato col gemellino che pure avrebbe contratto il batterio. Ma non sono gli unici casi, perché agli Spedali civili si è sviluppato un focolaio epidemico. Per far luce sulle cause e gestire l'epidemia la procura di Brescia ha aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia sul corpo del neonato. I genitori del neonato morto avevano fortemente voluto un figlio, infatti la madre si era sottoposta a cure specifiche e i due gemellini erano nati prematuramente in condizioni ritenute critiche dai medici. «Le infezioni ospedaliere mietono più morti di quanto ne provochino gli incidenti stradali. Sono 7.000 ogni anno i decessi per infezioni ospedaliere contro i circa 3.500 avvenuti sulle strade», ha dichiarato al Giornale di Brescia Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera. Questi casi sono «un campanello d'allarme serio che purtroppo viene sottovalutato in tutte le regioni». (agg. di Silvana Palazzo)

"ESEGUITA BONIFICA"

Un neonato morto per un batterio killer agli Spedali Civili di Brescia: da una parte il dolore per la famiglia del piccolo, dall'altra la necessità di assicurarsi che una tragedia simile non abbia a ripetersi in futuro. Parte da queste considerazioni l'iniziativa della Regione Lombardia che, come riportato da Sky Tg24, ha dato mandato all'Ats di Brescia di avviare "una commissione d'inchiesta per verificare se dal punto di vista amministrativo e sanitario sono state seguite tutte le misure di sorveglianza e contenimento del batterio". Da parte degli Spedali Civili di Brescia in ogni caso si tiene a precisare che il protocollo è stato osservato alla lettera: quattro giorni dopo le prime due diagnosi, infatti "è stata messa in opera la bonifica ambientale di una stanza di degenza, e sono state programmate le bonifiche successive. È stata poi disposta la chiusura dell'accettazione di nuovi pazienti in terapia intensiva neonatale". La situazione nelle prossime settimane continuerà ad essere mantenuta "sotto stretta osservazione e l'accettazione del reparto continuerà a rimanere chiusa, così da poter progressivamente liberare gli ambienti di degenza e procedere ad una loro ulteriore radicale bonifica". (agg. di Dario D'Angelo)

SPEDALI CIVILI, "NEONATO MORTO PER SHOCK SETTICO"

La morte del neonato ricoverato agli Spedali Civili da cui è già derivata un'inchiesta della Procura di Brescia fa discutere: il batterio che ha causato l'infezione costata la vita al bambino ricoverato nella struttura sanitaria si è infatti diffuso in tutto il reparto neonatale. In una nota, gli Spedali Civili di Brescia hanno dunque tenuto a precisare che "i primi due casi diagnosticati (dei 10 complessivi sono ancora degenti in 6, ndr) sono andati progressivamente migliorando ed attualmente sono in via di risoluzione, purtroppo il terzo paziente ha sviluppato segni clinici da shock settico ed un quadro clinico che è progressivamente peggiorato e, nonostante la terapia antibiotica a largo spettro e tutte le cure intensive prestate ha cessato di vivere". 

Gli Spedali Civili, inoltre, hanno precisato che già "il 20 luglio è stato immediatamente allertato il Comitato infezioni ospedaliere pediatrico e sono state subito poste in essere le prime misure di sorveglianza e contenimento" dopo che "è stata identificata una condizione di malattia da serratia marcescens in due neonati" e a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite". (agg. di Dario D'Angelo)

I SINTOMI DEL BATTERIO KILLER

Agli Spedali Civili di Brescia sono diversi i neonati che sono sottoposti alla cure dopo che è stata scoperta una forte presenza del batterio Serratia Marcescens che ha causato la morte di uno di loro nella giornata di martedì scorso. Come ricorda il sito de La Stampa, tra i sintomi che segnalano un’infezione da questo tipo di batterio ci sono febbre, brividi, shock settico e insufficienza respiratoria. “Tra le malattie associate ci sono le infezioni del tratto urinario, del tratto respiratorio, meningite, infezioni cutanee, otite e parotite”. Se normalmente la cura è rappresentata dagli antibiotici, “negli anziani, soggetti immunologicamente depressi, nei bambini l’infezione è più severa e la prognosi riservata”. Il caldo e l’umidità di questo periodo potrebbero aver sicuramente contribuito a diffondere il batterio. Vedremo a quali conclusioni arriverà l’inchiesta aperta dalla Procura di Brescia sul caso. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

LA PROCURA DI BRESCIA APRE UN'INCHIESTA

Dopo la morte di un neonato agli Spedali Civili, avvenuta in seguito ad un'infezione da batterio serratia marcescens, la Procura di Brescia ha deciso di aprire un'inchiesta sul decesso del bambino e ha già disposto l'autopsia sul suo corpo. Lo riferisce La Repubblica, sottolineando che il bimbo, nato prematuro da una coppia bresciana e morto nella giornata di martedì, si trovava ricoverato nella struttura sanitaria insieme al gemellino che a sua volta avrebbe contratto il batterio killer. Per il momento i Nas hanno provveduto ad acquisire tutta la documentazione medica per verificare eventuali responsabilità nella morte del piccolo. Non è la prima volta che casi di infezione da "serratia marcescens" si registrano in ospedali lombardi: era già capitato a Como, nel 2014, e a Mantova nel 2012. (agg. di Dario D'Angelo)

ALTRI 8 BAMBINI CONTAGIATI

Sarebbero 8 i bambini che avrebbero contratto il batterio serratia marcescens presso gli Spedali Civili di Brescia. A darne notizie, citando il quotidiano locale BresciaOggi, è l’edizione online del Corriere della Sera, che racconta come l’epidemia abbia colpito il reparto neonatale della nota struttura lombarda. Alcuni dei piccoli ammalati presentano i segni clinici della malattia, mentre per altri si parla di una semplice colonizzazione, come confermato da Frida Fagantini, la direttrice sanitaria del Civile. Per i pazienti è già stato attivato il piano per il contenimento dell’infezione, e non vi sarebbe alcun neonato in gravi condizioni fisiche. Di solito il batterio in oggetto si contrae in ambiti ospedalieri ed è inoltre molto resistente ai trattamenti antibiotici, quindi complesso da debellare. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MORTO BIMBO APPENA NATO

Un bambino appena nato è morto nelle scorse ore in quel di Brescia. Era ricoverato presso la struttura ospedaliera degli Spedali Civili, dopo aver contratto un’infezione dal batterio serratia marcescens. Il piccolo, come riferisce l’edizione online de La Repubblica, era nato prematuro da una coppia bresciana, e si trovava ricoverato da qualche giorno assieme al gemellino, nato anch’egli con lo stesso batterio. La morte, come fa sapere il quotidiano locale Bresciaoggi, è avvenuta nella giornata di martedì, a seguito di gravi complicazioni.

ALTRI PICCOLI PAZIENTI SI SONO AMMALATI MA…

Ad ammalarsi del serratia marcescens anche gli altri piccoli pazienti del reparto neonatale degli Spedali Civili di Brescia, che però hanno reagito in maniera positiva alle cure. I carabinieri del Nas hanno acquisito tutta la documentazione medica necessaria per approfondire la questione ed individuare se vi siano eventuali responsabili. Il batterio in questione provoca spesso e volentieri dei focolai di infezioni negli ospedali, anche negli adulti, anche se di solito colpisce i neonati prematuri con un sistema immunitario deficitario.

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