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Cronaca

Ancona, stupra clochard in ospedale: romeno arrestato nega accuse/ "Vogliono il mio posto per l'elemosina"

Ancona, stupra clochard in ospedale: romeno arrestato nega accuse durante l'interrogatorio di garanzia e fornisce la sua versione. Il difensore chiede i domiciliari.

Ancona, stupra clochard in ospedale: romeno arrestato negaAncona, stupra clochard in ospedale: romeno arrestato nega

Certamente una storia di disagio ma anche di presunte violenze, quella che vede protagonista un mendicante 35enne di origini romene, Valer Lacatus, il quale lo scorso martedì è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale reiterata nei confronti di due clochard, madre e figlia, e che da anni vivono accampate nell'ospedale di Torrette ad Ancona, dove lo stesso romeno è solito chiedere abitualmente l'elemosina. Nell'ordinanza di custodia cautelare a suo carico, come riporta il quotidiano Il Resto del Carlino, viene contestata anche l'estorsione poiché l'uomo avrebbe minacciato e fatto uso della violenza nei confronti di almeno una delle due donne, rispettivamente di 60 e 41 anni, per ottenere i soldi racimolati con l'elemosina. La vicenda, secondo il difensore del romeno, l'avvocato Mauro Paolinelli, sarebbe ancora tutta da chiarire poiché gli stessi familiari del 35enne, giunti ad Ancona dopo la notizia del suo arresto, avrebbero rivelato che in realtà l'uomo aveva una relazione con la più giovane delle due donne senza fissa dimora.

ROMENO ARRESTATO RESPINGE ACCUSE: PRESTO AI DOMICILIARI?

Questa mattina, intanto, si è svolto l'interrogatorio di garanzia a carico del romeno 35enne con il gip, presso il carcere di Montacuto dove è detenuto. In questa occasione, spiega l’agenzia di stampa Ansa, Valer Lacatus si sarebbe difeso dalle pesanti accuse a suo carico negando le violenze sessuali e l’estorsione che gli sono state contestate. Al cospetto del giudice per le indagini preliminari, il romeno senza fissa dimora e attualmente in carcere, ha reso la sua versione dei fatti sostenendo: “Mi accusano perché vogliono il mio posto per chiedere l'elemosina e non è vero che le ho violentate". Versione resa anche davanti al suo avvocato difensore che ha intanto chiesto la concessione degli arresti domiciliari impegnandosi al tempo stesso a trovare un domicilio entro la giornata di domani e comunicarlo poi al giudice che per il momento si è riservato di decidere. Non è detto che proprio uno dei parenti accorsi in queste ore dopo la notizia che reputano incredibile, possa venirgli incontro dandogli una mano.

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