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Cronaca

PALERMO, TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI: ARTI FRATTURATI PER SOLDI/ "400 euro per una gamba o 300 per un braccio"

Palermo, mutilavano arti per truffare assicurazioni: undici fermi. Ultime notizie, rompevano braccia e gambe per ottenere soldi risarcimento, c'è un morto

Immagine di repertorio (LaPresse)Immagine di repertorio (LaPresse)

Tossicodipendenti, alcolisti, nordafricani e disperati: queste le vittime dell’associazione a delinquere per truffare le assicurazioni a Palermo. Undici fermi per la brutta vicenda, con il Corriere della Sera che riporta le crude testimonianze delle persone che per soldi si sono fratturare braccia e gambe. E il caso di Mimmo Minà, dipendente dalle sostanze stupefacenti che ha spiegato: “È accaduto perché sono tossicodipendente e ho continuo bisogno di denaro. Un giorno, mentre passeggiavo a Ballarò in compagnia di una ragazza tossicodipendente come me, Beatrice, notai che la stessa aveva il braccio ingessato. Mi spiegò che in realtà si era fatta rompere il braccio per simulare un incidente. Era con noi anche tale Francesco, anche lui tossicodipendente. Dissi a a loro che io sarei stato disposto a farmi rompere un arto per percepire il premio assicurativo. E dopo cinque giorni, al mio cellulare ricevetti una chiamata da tale Salvo che mi diceva: “Sono un amico di Francesco, mi ha detto che sei disposto a fare una determinata cosa, vediamoci alla stazione sotto l’orologio”..."

E spiega Mimmo Minà: "E lì ho trovato Salvo ed un altro uomo. Mi spiegarono quello che avrei dovuto fare e cioè farmi rompere almeno un arto ed inscenare un incidente. In questo modo avrei guadagnato 300 euro subito e il 40 per cento del premio assicurativo. Poiché quel giorno ero in astinenza, pur di incassare i soldi necessari per comprarmi la dose di cocaina, accettai. Inoltre mi hanno promesso di darmi del crack prima di farmi rompere le ossa. Tanto è vero che al magazzino di Bagheria, prima di farmi rompere, mi fu offerto di fumare il crack cosa che fecero anche altre persone”. Il tariffario era fisso: "400 euro per una gamba o 300 per un braccio". (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

PM: "CINISMO ESTREMO"

Sono arrivati ad accettare di procurarsi fratture in tutto il corpo per poche centinaia di euro e con la falsa promessa di intascare più soldi dalle assicurazioni, che ovviamente venivano truffate facendo loro credere di essere stati coinvolti in un finto sinistro. Il risarcimento, come veniva loro promesso dalle due bande criminali, sarebbe stato tanto più consistente quanto più grave sarebbe stata la mutilazione e la frattura a cui si sottoponevano. Per questo le vittime erano costrette per lunghi periodi all'uso di stampelle ed a volte di sedie a rotelle proprio a causa della gravità delle mutilazioni. Solo dopo la messinscena dell'incidente, come riporta Il Giornale di Sicilia, venivano avviate le pratiche assicurative che potevano valere fino a 150 mila euro ciascuna. Le associazioni criminali, spiega La Sicilia, operavano in maniera "verticistica" ovvero, alla base vi erano coloro che avevano il compito di arruolare le vittime, "cercate in contesti caratterizzati da degrado e povertà", una volta finite in ospedale altri appartenenti all'organizzazione prendevano in carico i soggetti per evitare che qualcuno di loro potesse presentare denuncia o fare un passo indietro. Scrivono i pm: "colpisce l’estremo cinismo degli associati, i quali privilegiavano l’avvicinamento di persone in disastroso stato economico, nonché sovente colpite da ritardi psichici o da tossicodipendenza". Le stesse vittime venivano di continuo raggirate. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MINACCE ALLE VITTIME

L'inchiesta compiuta a Palermo e che ha portato a sgominare due organizzazioni criminali che fingendo incidenti compivano fratture e mutilazioni su vittime consenzienti per truffare le assicurazioni, ha portato a 11 fermi e 50 indagati. Secondo quanto emerso dalle indagini, spiega Oggi.it, i malviventi reclutavano persone ai margini della società e le convincevano a diventare i protagonisti di queste inaudite messinscene simulando incidenti e provocando fratture e mutilazioni in cambio di cifre irrisorie. Tra i fermati anche un perito assicurativo considerato a capo di una delle due bande ed una infermiera dell'ospedale Civico di Palermo che contribuiva a rendere possibili i finti incidenti. Le vittime, tutte consenzienti, avevano alle spalle quasi tutte seri problemi di droga ed alcol, ma anche immigrati. Proprio la morte di un tunisino, trovato sul ciglio di una strada, ha aggiunto ulteriori dubbi all'assurda vicenda. Secondo quanto emerso, le assicurazioni rimborsavano cifre dai 100 mila ai 150 mila euro, soldi che andavano ai membri delle due bande criminali, mentre alle vittime venivano lasciate le briciole. Gli indagati avevano paura che le vittime avrebbero potuto denunciarli, come emerge da un'altra intercettazione: "Vai all’ospedale Buccheri La Ferla, quello sta uscendo. Se scappa siamo nei guai". Mentre con chi aveva debiti con loro erano spietati: "Gli dici a tuo cognato che alle 4 sono là e se non mi dà i duemila euro gli stacco la testa". (Aggiornamento di Emanuela Longo)

I FINTI TESTIMONI E LE INTERCETTAZIONI

Erano migranti ma non solo le vittime compiacenti che si facevano mutilare braccia e gambe per truffare le assicurazioni. L'incredibile vicenda ha portato nella giornata odierna a ben 11 arresti da parte della Polizia che è riuscita a procedere grazie ad alcune intercettazioni telefoniche con protagonisti alcuni membri delle organizzazione che operavano a Palermo. Uno di loro faceva sapere al complice di essere pronto al nuovo colpo e lo incitava ad allertare un suo amico affinché potesse inviare il giorno successivo un'ambulanza comprensiva di sedia a rotelle. "Ti fai rompere di nuovo tu... eh... eh... e vai a pagare i cento mila euro che dobbiamo sborsare noi", si sentiva in una ulteriore intercettazione. La macabra scoperta da parte della polizia palermitana ha fatto emergere una situazione al limite, nella quale ad agire erano due organizzazioni criminali ben radicate. Finti incidenti stradali provocavano gravi fratture agli arti attraverso l'impiego di pesanti dischi di ghisa da 20 chili. Come spiega LaPresse, alle vittime talvolta veniva addirittura praticata una iniezione di anestetico procurato direttamente da una complice infermiera dell'ospedale Civico di Palermo. Quindi veniva messo in scena l'incidente con tanto di falsi testimoni e finti veicoli coinvolti. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“DIMOSTRATA GRANDE CRUDELTÀ”

Truffavano le assicurazioni mutilando le persone per simulare falsi incidenti: è quanto ha scoperto la Squadra mobile di Palermo, che con l'operazione Tantalo ha sgominato due organizzazioni criminali dedite a questo tipo di attività. Le frodi assicurative avvenivano «attraverso pratiche cruente, cioè quelle delle mutilazioni fraudolente delle potenziali vittime», ha dichiarato il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti, a margine della conferenza stampa. «Hanno dimostrato una certa crudeltà d'animo, perché abbiamo accertato che non si facevano scrupoli a fare del male a questi malcapitati. Veniva promesso loro un riconoscimento più ampio a seconda delle fratture. L'organizzazione predisponeva tutto quello che serviva». Il giro d'affari è vertiginoso: «Ogni singola pratica valeva da 100 a 150mila euro». C'è anche la necessità di accertare quanto le vittime, seppur compiacenti, erano capaci di intendere o di volere. «Siamo arrivati a venti vittime, in alcuni casi si configura il caso di omicidio preterintenzionale perché certe situazioni sono degenerate», ha concluso Ruperti al Giornale di Sicilia. (agg. di Silvana Palazzo)

ARTI FRATTURATI, PRATICHE DA 150.000 EURO

La promessa di incassare lauti risarcimento dietro la ribattezzata banda delle mutilazioni, con undici persone fermate questa mattina dalle forze dell’ordine di Palermo. Le vittime, scelte tra giovani tossicodipendenti o con problemi di alcolismo nonché tra persone con ritardi psichici, davano il via libera a ricevere lesioni particolarmente gravi, tanto da finire su una sedia a rotelle. I membri della banda criminale infatti utilizzavano dischi di ghisa da venti chili per provocare fratture a gambe e braccia, per poi utilizzare diverse compiacenze così da mettere in scena un finto incidente stradale. Gds sottolinea che in alcune occasioni sono stati pagati falsi testimoni e sono stati utilizzati veicoli falsamente coinvolti. Dopo aver inscenato l’incidente automobilistico, venivano avviate le pratiche assicurative da importi variabili tra i 100 e i 150 mila euro per singola pratica. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ARTI FRATTURATI PER SOLDI

Emergono nuovi dettagli sulla vicenda di Palermo, con la truffa alle assicurazioni prodotta con la mutilazione degli arti di numerose persone. Braccia e gambe fratturate per ottenere i soldi del risarcimento: questo quanto emerso da un’indagine della Questura palermitana, che ha portato al fermo di undici persone. Secondo quanto riportato da Repubblica, i criminali somministravano in maniera rudimentale delle dosi di anestetico alle vittime grazie alla complicità anche di una infermiera in servizio presso l’ospedale Civico di Palermo al reparto di Neurologia: una mossa per tentare di attenuare le grida di dolore. L’infermiera, insieme al marito, è stata bloccata: nella sua abitazione sono state trovate tre persone con arti fratturati. Rodolfo Ruperti, capo della Squadra Mobile di Palermo, ha commentato: “Affari difficili da quantificare ma i risarcimenti per ogni pratica potevano arrivare anche a 150 mila euro. Abbiamo trovato almeno dieci pratiche in questa operazione”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MUTILAZIONI PER TRUFFARE ASSICURAZIONI

Palermo, mutilavano arti per truffare assicurazioni: undici fermi in una operazione della Polizia di Stato, che sta eseguendo i fermi emessi dalla Procura di Palermo. Una vicenda, quella riportata dai colleghi di adnkronos.com, che lascia attoniti: una truffa per la quale diverse persone si sarebbero fatte mutilare braccia o gambe, assolutamente consenzienti, pur di ottenere i risarcimenti dell’assicurazione. Rodolfo Ruperi, capo della Squadra Mobile di Palermo, ha evidenziato che le vittime avrebbero ricevuto risarcimenti anche superiori ai 100 milioni di euro. Una truffa che è finita anche in tragedia, con un uomo di origini tunisine che nel 2017 sarebbe morto proprio per le mutilazioni subite: in un primo momento collegato a un incidente stradale, il suo decesso è rimasto vittima delle mutilazioni subite per ottenere i soldi del risarcimento, con gli organizzatori della truffa che gli avrebbero fratturato volutamente le ossa.

PALERMO, LA TRUFFA DELLE ASSICURAZIONI

E’ stata proprio la morte di Hadry Yakoub a spingere le forze dell’ordine ha fare chiarezza sulla vicenda, aprendo una indagine. Secondo quanto sottolineato da Repubblica, i complici che accettavano di procurarsi fratture in tutto il corpo, per poche centinaia di euro, entravano a fare parte della banda della truffa alle assicurazioni. A capo di una delle due gang presenti il perito assicurativo di Palermo Michele Caltabellotta. E emergono dettagli sui metodi utilizzati dalle due bande criminali: gli adepti scagliavano pesanti dischi di ghisa, come quelli utilizzati nelle palestre, sugli arti delle vittime. Un metodo che rendeva sicura la rottura dell’arto e che costringeva la vittima a un lungo periodo con la sedia a rotelle o con le stampelle. Gli inquirenti venivano reclutati in luoghi frequentati da coloro che vivevano ai margini della società: gli inquirenti spiegano che “venivano individuati come congeniali ai fini dei gruppi criminali tossicodipendenti, persone con deficit mentali o affetti da dipendenza da alcol, e con grandi difficoltà economiche, attratti dalle promesse di facili e cospicui guadagni, mai corrisposti dalle organizzazioni criminali”, sottolinea Adn Kronos.

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