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ALESSANDRO MARMELLO/ Chi è l’autista e bodyguard di Renzo Bossi

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La Lega sta vivendo il momento peggiore della propria storia. Si è prodotto in essa un vero e proprio terremoto politico da quando è emerso lo scandalo legato ai fondi pubblici distratti dall’ex tesoriere Belsito per finanziare le spese della famiglia Bossi. A gettare benzina sul fuoco ci penseranno i video realizzati da Alessandro Marmello e concessi in esclusiva al settimanale oggi. Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi, il figlio del Senatur dimessosi di recente dal Consiglio regionale lombardo, testimonia con i filmati quanto affermato nell’intervista: «non ce la faccio più, non voglio continuare a passare soldi al figlio di Umberto Bossi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega, se lo mette in tasca come fosse la cosa più naturale del mondo. Adesso basta, sono una persona onesta, a questo gioco non ci voglio più stare». Mermello spiega, in particolare, di aver avuto un contratto come autista di Renzo Bossi per tre mesi, nel 2009. Si trattava di un contratto a progetto firmato dal Gruppo Lega Nord Padania Camera dei deputati; il contratto era intestato a Roberto Cota, governatore del Piemonte, ai tempi capogruppo della Lega alla Camera, ed intestato a Belsito. Il contratto gli dava la possibilità di ritirare denaro a nome della Lega. Soldi che avrebbe dovuto utilizzare per coprire le proprie spese di servizio, e che regolarmente girava al Trota per le proprie spese personali. «La situazione stava diventando preoccupante e ho cominciato a chiedermi se davvero potevo usare il denaro della Lega per le spese personali di Renzo Bossi».  L’autista spiega di aver raccontato la situazione a Belsito, ma non aver ricevuto alcuna spiegazione in proposito. «Ho cominciato ad avere paura di poter essere coinvolto in conti e in faccende che non mi riguardavano, addirittura di sperpero di denaro pubblico». Resta da capire come reagirà la base nei confronti dell’autista che, in molti, probabilmente non esiteranno a definire traditore. A quanto si apprende, infatti, era ben dentro gli ingranaggi del partito tanto da ricoprire la carica di presidente di Provinciale di Milano per SportPadania; cultore della arti marziali, è inoltre, come si evince dal sito ufficiale di Sport Padania, presidente dell'associazione Centro Studi Sicurezza.



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