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OLIMPIADI 2020/ Grazie a Monti Roma non è più ladrona

mercoledì 15 febbraio 2012

ROMA 2020: IL NO DI MONTI ALLE OLIMPIADI. E’ una decisione molto rara, se non senza precedenti. Di solito le Nazioni sgomitano per ottenere le Olimpiadi. Mario Monti oggi invece ha detto di no. Ha bocciato l’ipotesi della candidatura avanzata da parte del mondo imprenditoriale e da molti sportivi. Personalmente sono sollevato dalla decisione di Monti, che pure ha suscitato tante critiche soprattutto dal centro destra e dal sindaco di Roma Alemanno. Sono sollevato perché ho già vissuto da cittadino informato grandi eventi romani come il Giubileo del 2000 o i mondiali di Calcio del 1990.  Due enormi occasioni mancate, con opere inutili e costose davvero “fantasma”, e con opere necessarie che invece alla fine (come il sottopasso di Castel Sant’Angelo) non sono mai andate in porto.

Il concetto è semplice: se siamo in difficoltà economica ed andiamo ogni momento in Europa e sui mercati a spiegare che stiamo risparmiando e tagliando, che senso ha avventurarsi in una spesa pubblica faraonica? Quanto, ad esempio, gli inglesi si sono pentiti dei 30 miliardi di euro già spesi per le prossime Olimpiadi di Londra? Quanto hanno pesato sui bilanci pubblici greci i soldi spesi per le Olimpiadi di Atene del 2004?

La decisione di Monti fa onore alla sua sobrietà, è coerente con un Governo che prova a cambiare la nostra immagine internazionale e ad aggredire gli sprechi della spesa pubblica. E’ dura tagliare le pensioni ai pensionati e poi avventurarsi nella costruzione di un paio di inutili cattedrali sportive in una Roma senza infrastrutture con sole due linee della metropolitana funzionanti (si fa per dire).  E’ una decisione di responsabilità. I suoi critici, soprattutto nella vecchia maggioranza, criticano la poca fiducia e la rinuncia a quello che poteva essere un “fattore di sviluppo”.

Ma è dura credere che lo sviluppo venga in questo modo. La grande rinuncia di Monti va anzi valorizzata per quella che è: una vera e propria rinuncia. Un atto di Governo, che non teme l’impopolarità. Ve lo immaginate un Governo di centro destra o di centro sinistra che diceva no alle Olimpiadi di Roma?

 




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COMMENTI
16/02/2012 - Olimpiadi (Carla D'Agostino Ungaretti)

Nel 1960 avevo 18 anni, quindi ricordo bene le Olimpiadi di Roma. Ma concordo con il Sig. Bufacchi solo per quanto riguarda la maggiore educazione, la maggiore buona volontà, la maggiore speranza, il maggiore spirito di iniziativa che allora ci animavano. In questo 2012, invece, vedo soltanto pesimismo e scoraggiamento perché stiamo vivendo un momento di profonda involuzione della nostra civiltà. Allora è meglio rinunciare a certi voli pindarici olimpici e pensare a risanare noi stessi nello spirito e nel sociale, dopodiché potremo pensare anche alle Olimpiadi. Comunque il governo Monti ha avuto il coraggio di prendere una decisione impopolare e questo me lo rende più simpatico.

 
15/02/2012 - una triste rinuncia eccetera (massimo bufacchi)

solo chi non ha vissuto le Olimpiadi di Roma nel 1960 può approvare la posizione del governo. Qualcuno ricorda che le allora due Germanie, nonostante le ideologie, gareggiarono sotto la stessa bandiera ? Si potrà dire che erano tempi diversi, è vero, in apertura di Sanremo non si dicevano parolacce e Celentano non aggrediva la stampa cattolica, ottenendo applausi. Erano empi diversi, ed un "laudator temporis acti" non può che dispiacersene anche perchè, egoisticamente e per motivi anagrafici, difficilmente rivedrà le Olimpiadi in Italia. Quanto al rischio di corruzione, è una posizione inaccettabile. Cosa sta succedendo a Milano/Sesto San Giovanni? E' il recupero dei valori, non l'austerity economica, che può (potrebbe) modificare un andazzo... Pazienza (ma un pò di rabbia lasciatecela!).