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FRONTIERE/ Scienziati con Leopardi e Caravaggio alla scoperta dell’unità dell’io

venerdì 30 settembre 2011

Non più di tre anni fa, un articolo di due brillanti e influenti ricercatori, Cristoph Koch e Giulio Tononi, riproponeva la domanda classica della fantascienza moderna: può una macchina essere dotata di coscienza? Nell’articolo i due autori rispondevano entusiasticamente di sì, prevedendo un futuro non tanto lontano in cui sarà possibile creare robot coscienti e perfino trasferire la propria “coscienza” su un banale computer casalingo. Aldilà degli scenari apocalittici evocati da un simile manifesto, la questione della coscienza è oggi al centro di molte ricerche nel campo delle neuroscienze e dell’intelligenza artificiale, sia per le profonde implicazioni etiche che porta con sé ma soprattutto per la sua natura misteriosa che, almeno fino ad oggi, l’ha resa inaccessibile ai metodi scientifici classici. Ma che cos’è realmente la coscienza? È possibile definirla in modo chiaro? È possibile rintracciarla in qualche punto preciso del nostro cervello?
Queste domande sono state al centro del simposio internazionale “Brain, Mind and Language. The mystery of the unity of self” organizzato da Euresis a San Marino a fine agosto. Nello spirito dei precedenti simposi organizzati dall’associazione, ai lavori hanno partecipato nove relatori provenienti da un arcobaleno di discipline diverse (dalla teologia alla neurochirurgia, passando per la fisiologia, la linguistica, la cibernetica e la psicologia cognitiva).

Qual è quindi la natura della mente? È possibile ricondurre l’intera esperienza individuale all’interazione tra le cellule nervose del nostro cervello? Vista la natura così profonda e coinvolgente di queste domande, la varietà di approcci e i linguaggi ha aiutato a mantenere un orizzonte ampio, per evitare di costringere la mente e l’Io nei paradigmi soffocanti del riduzionismo, scientifico o filosofico che sia. Certo non è stato sempre facile riuscire a capirsi e a dialogare, ma questo simposio ha costituito un primo passo verso una visione più organica della conoscenza.

Gli interventi di Mauro Ceroni, neurologo dell’Università di Pavia, e di monsignor Gianfranco Basti, decano della facoltà di Filosofia dell’Università Lateranense, hanno evidenziato come la contrapposizione cartesiana tra res cogitans e res extensa sia oggi impossibile da sostenere, sottolineando invece come corpo e mente siano intimamente compenetrati ma contemporaneamente non riducibili l’uno all’altro. Questa visione non è stata del tutto condivisa dagli psicologi Jonathan Schooler e John Cacioppo, rispettivamente dell’Università della California Santa Barbara e dell’Università di Chicago, i cui studi riguardano la delicata relazione tra cervello e coscienza. Gli esperimenti di Schooler hanno messo al centro la prospettiva individuale come fattore decisivo nella percezione del mondo; l’esperienza soggettiva è fondamentalmente impenetrabile agli strumenti della neuropsicologia, impossibile da conoscere se non dalla prospettiva di chi la vive in prima persona. Estremamente interessante è il legame che Schooler ha tratteggiato, ovviamente in un contesto speculativo, tra la coscienza individuale e lo scorrere del tempo: la coscienza come mezzo che permette all’uomo di muoversi lungo la dimensione temporale dell’universo.




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COMMENTI
05/10/2011 - scienza ? (Alessandro Giuliani)

Se c'è un campo in cui la scienza non è che sia proprio efficace anzi..) è proprio lo studio dell'anima, della coscienza dove personalmente (ah dimenticavo io per mestiere mi occupo di scienza, modelli matematici in biologia..) credo che la parola definitiva l'abbia detta il grande GK Chesterton: ‘L’ovvia verità è che nell’istante in cui una questione ha attraversato la mente umana, è definitivamente e per sempre inutilizzabile a scopi scientifici. E’ diventata una cosa incurabilmente misteriosa e infinita; pur essendo mortale, assume un’aura di immortalità. Persino quelli che consideriamo i nostri desideri materiali sono spirituali perché sono umani. La scienza può analizzare una braciola di maiale ma non può analizzare il desiderio umano di braciole di maiale. Il desiderio umano di braciole di maiale rimane letteralmente mistico ed etereo come il desiderio umano di paradiso.’