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Giannino: il mio Natale laico

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Anche quest’anno sarà così, anche se solo per poche ore. Dacché va meglio per me, infatti, faccio i conti di ciò che mi manca nel cuore, quando passavo tutte le notti in trattamenti e ne approfittavo per stare con chi poi aiutavo fino alla fine. Spesso, sempre più spesso, richiesto di parlare di Lui.

La sofferenza esperìta è una delle chiavi più banali, per la riscoperta del senso. Fatemi dunque grazia di non dedicare a questo più di quel che ho già detto, perché io son qui a dirlo, e chi non c’è più mi è stato molte volte, nella mia esperienza, superiore nel cuore e negli atti concreti. Tempo fa, in una notte di Natale tra quelle che non dimentico, mi è capitato di scoprire grazie a uno studente ricoverato un testo che mi è sempre sembrato di una essenziale utilità, da quel momento in avanti. Non è molto conosciuto, è il De diligendo Deo di Bernardo di Clairvaux. Per Bernardo sono quattro i gradi sostanziali dell’amore. C’è l’amore di se stessi per sé, nel senso più carnale ed egotico del termine, diciamo l’amore prevalente, nella modernità destrutturante e spesso diradicante in cui viviamo. C’è poi l’amore di Dio per sé: quello che prova nel nostro mondo laicizzato un sempre minor numero di persone, perché è l’amore per la potenza assoluta di Eloim Sabaoth, il signore degli eserciti dell’Antico Testamento. Io mi ci sono fermato molto, a questa tappa, per il fascino dell’Antico Testamento e dell’Alleanza con il popolo ebraico. Ma ammettiamolo, nel retaggio cristiano rispetto a questo secondo è assai più forte la presa del terzo tipo d’amore, quello verso Dio per Lui, inteso come ente e forza infinita d’amore. Ma il quarto grado è quello che solo ci restituisce all’esperienza vera dell’essere nostra carne, rispetto al Figlio che si fece carne per noi: l’amore verso noi stessi come uomini e donne, ma amore che ci dobbiamo attraverso e per Dio, come testimonianza ed espressione dell’insegnamento e del sacrificio del Cristo. Questa quarta forza d’amore sarebbe per me insegnamento obbligatorio da riservare ai banchieri e finanzieri, nel mondo d’oggi, per riflettere sul disastro che hanno creato dimenticando l’uomo. Ai malati, è molto più facile capirlo.

È questo, il mio Natale laico, di chi si cerca nell’altro per non perdere ciò che Lui ci ha dato.

 



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COMMENTI
16/01/2013 - commento (ROBERTA FARINELLI)

Così cita: "la sofferenza esperìta è una delle chiavi più banali per la riscoperta del senso". Frase apparentemente scontata, facile da dire e condividere.. ma solo chi di ciò ha fatto Vera esperienza può Veramente capire.. Caro Oscar, ho sempre atteso il suo arrivo per l'ascolto della trasmissione "9 in punto", c'era sempre qualche cosa in lei che mi attirava. Ora capisco cosa mi corrisponde in lei, questo sguardo al Mistero che io chiamo Speranza, e quando lo vedi nel prossimo è sostegno. Sarò con lei nelle prossime elezioni.

 
29/12/2008 - malattia (maicol gregoris)

Signor Oscar,buongiorno,sono Maicol,e le scrivo per dire di come sto vedendo in me che la malattia è una Grazia,perchè è la possibilità di come uno possa iniziare VERAMENTE a volersi bene,grazie di tutto e auguri di BUON NATALE E BUON ANNO,ciao.

 
26/12/2008 - Grazie per questa testomonianza (Mario Grossi)

Caro Oscar Giannino, voglio esprimerle la mia gratitudine e stima per il dono di questa testimonianza laica... Ancora grazie. Mario Grossi

 
24/12/2008 - Giannino sei tutti noi! (claudia mazzola)

Cosa si può dire ad Oscar se non che ha ragione! Io mi ci specchio nelle sue parole, per come dice dell'amore, per come si guarda nell'altro, per il suo cuore che almeno in questo speciale giorno non pensa a dire su cosa sia o non sia il Natale, lo sperimenta perchè è ora e sempre grazie alla Madonna.