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Don Carròn presenta il libro di don Giussani "Si può vivere così": un percorso di «esperienza del Cristianesimo»

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Nel tempio romano della cultura e dell’arte, il celeberrimo Auditorium di Renzo Piano, una folla, che ha stupito per intensità di ascolto, è accorsa ieri sera per la presentazione del testo di don Luigi Giussani Si può vivere così?. Sul podio della sala intitolata al grande direttore d’orchestra Giuseppe Sinopoli, don Juliàn Carròn, successore di don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione. Tra i presenti: il sindaco Alemanno e la moglie Isabella Rauti, il senatore Pera e la moglie, Rocco Buttiglione, Eugenia Roccella, Paola Binetti e un altro gruppo di parlamentari, il vescovo di Porto Santa Rufina, l’ambasciatore albanese e quello italiano presso la Santa Sede, il direttore del Tg2 Mauro Mazza e quello di RaiSat Extra Marco Giudici, un drappello di vaticanisti “capitanati” da Franca Giansoldati del Messaggero, e imprenditori, studenti universitari, insegnanti, famiglie. Una bella concentrazione di popolo romano mobilitato per un interesse che facilmente viene travolto e occultato dal mare delle preoccupazioni e delle opinioni e degli “cose seconde”, pur essendo il tema di tutti i temi, la questione di tutte le questioni: una vita compiutamente umana.
Cominciando con Dante, ciascun confusamente un bene apprende..., Carròn ha ricordato alla platea ciò che costituisce il cuore di ognuno. Vogliamo il bene, sentiamo il bene. Ma occorre una strada per raggiungerlo. E’ il significato del libro di don Giussani, un percorso di “esperienza del Cristianesimo” sviluppato attraverso conversazioni settimanali con un gruppo di giovani “che volevano dare tutta la vita per Gesù”. Le discussioni mostrano la ragionevolezza di una intenzione che diventa scelta e soprattutto fondano l’universalità, la bellezza, il fascino irresistibile della proposta cristiana. Ripercorrendo i passaggi del percorso giussaniano (fede, libertà, obbedienza, speranza, fiducia, povertà, carità, sacrificio, verginità –con particolari sottolineature riguardo all’obbedienza e alla povertà), Carròn ha incitato alla scoperta di una esperienza capace di soddisfare l’attesa umana del bene. “Perché accontentarsi delle briciole quando possiamo avere tutto?”.



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