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LIBERTÀ RELIGIOSA/ Scola: società multiculturale, occorre saper riconoscere la “comune umanità”

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«Quanta astrattezza quando si parla di Islam, con discorsi molto spesso campati per aria. La scelta di Oasis è stata invece quella di guardare 'agli' Islam, e di entrare in rapporto con le espressioni concrete di vita dei popoli, con il tramite dei cristiani che vivono nei paesi a maggioranza musulmana».

Un incontro sul tema della libertà religiosa come «bene per ogni società», cui hanno partecipato un'ottantina di esperti provenienti da venti paesi, dall'Indonesia al Pakistan, dal Medio Oriente agli Usa, e di religione cristiana e musulmana. La possibilità per i partecipanti, in nome delle rispettive fedi religiose, di confrontarsi sul rapporto tra verità e libertà, fede e libertà di culto, appartenenza civile e diritti. «È stato un lavoro proficuo – ha aggiunto il Patriarca - che ci ha convinto della necessità di una ridefinizione dei valori e dei concetti di testimonianza, conversione e proselitismo».

Temi molto cari al cardinale Scola, che ha fatto dell’incontro e sulla convivenza tra uomini e popolazioni diverse un punto cruciale della propria riflessione teologica e culturale e del lavoro di Oasis. Sono noti i termini con i quali Scola caratterizza l’imponente processo nel quale ci troviamo immersi, e che il lavoro svolto ad Amman ho riportato all’attenzione del dibattito sociale e politico: «Noi siamo immersi in processo di meticciato di culture e civiltà – ha sottolineato - e i processi storici non ci chiedono il permesso di entrare. È evidente che comportano fatiche e tensioni ma dobbiamo avere pazienza, e svolgere ciascuno la propria parte. La Chiesa lo fa, come qui ad Amman, dove il Patriarcato latino si adopera per tutti i disabili, perché il linguaggio dell'amore parla da solo. La società civile deve lavorare per l'integrazione. E i governi sappiano unire accoglienza e sicurezza».

Il cardinale Scola aveva affrontato l’argomento con un articolo pubblicato lo scorso 22 giugno su La Stampa: di fronte all’incontro-scontro tra libertà religiosa e identità tradizionale, «se vogliamo uscire da questo impasse – scrive il Patriarca di Venezia – la soluzione va ricercata nel riconoscimento di un bene su cui poggiano le odierne società plurali, il bene pratico dell’”essere in relazione” che trattiene in unità le diversità. Occorre saper cogliere la comune umanità: per questo è prezioso l’invito di Benedetto XVI ad allargare ragione e libertà».

 

(Foto: Imagoeconomica)


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