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P. DE VEUSTER/ Un santo fiammingo per il mondo intero

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L’11 ottobre 2009, sarà canonizzato a Roma Padre Damiaan De Veuster (1840-1889),  un Beato originario delle Fiandre e la cui tomba si trova a Lovanio nella chiesa della sua congregazione, i Padri del Sacro Cuore di Gesù e di Maria. Molti lo conoscono per il suo lavoro tra i lebbrosi sulla piccola isola di Molokai, nelle Hawai, nel mezzo del Pacifico. Aveva chiesto lui stesso di andare in questa missione senza ritorno, perché allora questa malattia era talmente temuta da spingere le autorità ad impedire qualsiasi contatto con i lebbrosari. Dopo undici anni di permanenza tra i lebbrosi per condurre la sua missione, accadde l’inevitabile e Padre Damiano contrasse la lebbra, che lo condusse alla morte dopo quattro anni, a neppure cinquant’anni.

 

A quell’epoca (siamo a metà del diciannovesimo secolo), non vi era ancora una cura efficace per la lebbra ed era difficile sopravvivere alla malattia. Le foto dell’ultima fase della sua vita ci mostrano Padre Damiano sfigurato e deformato, conseguenza tipica di questa malattia. Fino alla fine, tuttavia, si è speso completamente per i suoi « reclusi », assicurando loro il sostegno di cui avevano bisogno per vivere una vita umana e cristiana. Quando un malato è lasciato da solo ha innanzitutto difficoltà a tenersi in piedi, a non lasciarsi paralizzare dal suo male, tende a fare qualsiasi cosa per dimenticarsene. É ciò che si verifica ancor oggi in alcune regioni tra i malati di AIDS.

 

Padre Damiano ha fatto tutto quello che un buon missionario ha sempre fatto e continuerà a fare: ha aiutato le persone a riscoprire il senso della loro vita, compresa la malattia. Grazie alla sua presenza, l’esistenza sull’isola dei lebbrosi è completamente cambiata e dove prima regnavano l’apatia, lo sbandamento, il peggior disordine, si è a poco a poco formato un popolo. Gli ammalati si sono messi a riparare le loro capanne rovinate, hanno costruito una piccola chiesa, delle officine, un dispensario, hanno costituito persino una banda… E hanno ricominciato a ricevere i sacramenti.

 

In breve, la vita in tutte le sue forme è ripresa sull’isola di Molokai, che è ridiventata un luogo di amicizia. All’inizio da solo, perché nessuno si avventurava in questa isola maledetta, verso la fine della sua vita con l’aiuto di un giovane pittore inglese e di un altro prete, Damiaan De Veuster ha assolto il suo umile lavoro di cristiano e di sacerdote in circostanze terribili, che si fatica ad immaginare. Certamente, vi sono altri che hanno fatto e fanno del bene per i poveri e gli ammalati incurabili. Non è questo il punto. Né ciò che spinge la Chiesa a canonizzarlo è un comportamento eroico, come sembrano suggerire alcuni commentatori. La santità non è l’eroismo, la santità è semplicemente fare ciò che il Signore ci chiede di fare nelle circostanze come ci si presentano. Nel suo caso, circostanze dolorose ed eccezionali, che egli ha accettato fino in fondo. Padre Damiano, prega per noi !

 

(Klaartje Roegiers )



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