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SOCIETA’/ Perché l’America di oggi è così interessata al Rinascimento italiano?

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Tre sono i momenti di particolare interesse nella lettura americana del rinascimento che informano l’interpretazione e la lettura del mondo odierno. Il primo è l’idea del sé (e della realtà) non più come un dato, ma come una finzione, in costante dissimulazione e trasformazione, secondo il variare delle mode, e in costante autocreazione di sé (o self-fashioning, come dimostra il dilagante fenomeno dei gender studies). Il secondo elemento è la costruzione della conoscenza come una conquista, che allo stesso tempo offra un’esplorazione o mappaggio dello spazio ignoto –sia esso geografico (dalla conquista del West fino a quella della luna) o epistemologico (dal mappaggio del dna a quello delle etnie)- e garantisca, per paura del vuoto e del finito, la possibilità di evasione in un nuovo spazio (come nel genere tipicamente americano della fantascienza) o di apertura a nuova conoscenza (nell’esaltazione della ricerca per la ricerca). Il terzo elemento è quello della riconversione e riformulazione del sapere -dalla vecchia forma del libro alle nuove forme del libro online, delle biblioteche di libri a quelle informatiche: un procedimento in atto che impone non solo un controllo di cosa, del nostro patrimonio librario, verrà digitalizzato (e quindi “salvato”) ma anche una ridefinizione del valore stesso della conoscenza e, in definitiva, del ruolo della cultura. Si gioca qui, a mio avviso, in questo momento di crisi, il giudizio che la cultura dà di se stessa: da alternativa laica al vuoto lasciato dal rifiuto del cristianesimo, qual è stata per i secoli passati, la cultura infatti può definirsi sempre di più –in chiave laica- come il canale globale di una curiositas infinita incarcerata nel labirinto del proprio relativismo e nel ricatto del mercato e della moda o costituirsi –ed è questo l’appello del papa nei suoi discorsi al mondo accademico- come un’agorà (o uni-versitas) spalancata ad un umano comune riverberante di domande e a una realtà in sovrabbondante autodonazione.



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COMMENTI
15/10/2009 - Il legame con l'origine e l'amore per l'antico (Danilo Zardin)

Ma le categorie dello “scarto” rispetto all’origine e della “destabilizzazione” sono ancora oggi le più adeguate per abbracciare il mondo del Rinascimento? Come hanno aiutato a chiarire molti dei migliori esponenti della cultura storico-umanistica d’oltreoceano che si sono dedicati allo studio del pensiero filosofico e teologico (soprattutto il grande Kristeller) o alle opere della creazione artistica (Timothy Verdon), per non parlare poi del lavoro sul campo più strettamente storico di Grendler e della scuola di Toronto, degli studiosi del rituale e della vita religiosa, dovremmo ormai abituarci a riconoscere che non è possibile prescindere dalla continuità della coscienza cristiana; e dentro questa continuità, un ruolo centrale lo ha mantenuto il riferimento alla cultura degli antichi come asse portante della costruzione del sapere. Tutta la grande cultura europea è rimasta classicista e ha parlato latino fino alla fine dell’Antico Regime. La “querelle des anciens et des modernes” è esplosa solo nel 600. E non è senza significato che santa Teresa d’Avila si rivolgesse a Giovanni della Croce chiamandolo “il mio piccolo Seneca”, o che uno dei libri preferiti dal vescovo modello della Controriforma, san Carlo Borromeo, fosse il “Manuale” del filosofo stoico Epitteto, reinterpretato in senso compatibile con l’etica cristiana, così come Aristotele rimase il maestro del discorso politico per tutta l’età moderna, con un prestigio rispetto a cui Machiavelli e Hobbes impallidiscono.

 
13/10/2009 - Permane, cioè (Francesco Giuseppe Pianori)

Permane, cioè, la presenza di una diversità sempre viva e stabile, di una novità geniale e creativa, che, mantenendo ferma l'origine sempre attuale di una Presenza ineliminabile, genera e rigenera continuamente. Ciò che avvenne al termine dell'Impero Romano, col nascente Medioevo in San Benedetto e compagni, e lungo la storia umana nel Rinascimento, nell'Età moderna fino ad oggi, la presenza dei santi e della Chiesa ostacola questa caduta verso il nulla ed il ritorno al Caos. Un giorno anche i Papi si sposteranno in astronave e raggiungeranno forse gli estremi confini dell'Universo (fantascienza); nella vita turbolenta del mondo un punto stabile, un centro di gravità, sarà sempre presente. Come oggi. Tutto sta nel Quaerere Deum ovvero nell'agostiniano "Ama e fa quello che vuoi".

 
12/10/2009 - bella lucoz! (Nicola Salandini)

grande lucoz, nel caso ti capitasse di leggere i commenti, apprezzo sempre i tuoi articoli, anche se ci capisco poco... però secondo me dovresti usare un linguaggio un pò più semplice così diverrebbero più accessibili ai profani... comunque sei un grande, spero che ci si rivedrà un giorno... salutoni putti