BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTERATURA/ Tolkien nichilista? Ecco l’ultima invenzione dei giornali

Pubblicazione:

frodoR375_18ott09.jpg

Frodo non è come Ulisse e nemmeno come Enea, tantomeno come Sigurd, ma è come Abramo: un uomo della fede. Egli compie il salto vertiginoso della fede, parte per un viaggio di cui ignora o semplicemente intuisce la direzione e l’esito, in quanto si affida alla parola di qualcun altro. Già la genesi dell’avventura di Frodo ci dice che non è un eroe (e nemmeno un antieroe) solitario. Più che un eroe Frodo è una figura di santo e i santi, si sa, sono coloro che vivono nella Comunione (appunto dei Santi).

Frodo riceve l’anello da Bilbo (ecco, ad esempio Bilbo lui sì che è un personaggio – abbastanza – solitario), ascolta Gandalf, sta sempre con Sam e con una nidiata di cugini e amici e parte per un viaggio insieme ad una intera “compagnia” dove la parola stessa è lì a distruggere ogni idea di romantica e disperata solitudine. Compagnia: cum-panis, mangiare il pane insieme, questa cosa qui così concreta quotidiana e reale è la protagonista della fantastica saga tolkieniana, non l’eroismo o l’antieroismo di un singolo. E’ vero che alla fine Frodo lascerà Sam e verrà ricompensato con il viaggio nel Reame Beato di Valinor ma anche lì non sarà un viaggio solitario ma insieme a Bilbo, Gandalf e tanti altri Elfi che essendo “passati per la grande tribolazione” possono approdare ai lidi del “paradiso” (peraltro questo finale, così apparentemente spiazzante per il lettore, è una conferma della cattolicità profonda dell’opera: nessun ritorno al passato perché la storia procede sempre in avanti, come la strada di cui parla Bilbo nelle sue canzoncine).

La chiusura del romanzo, mentre si apre il sipario sulla descrizione del Reame di Valinor, permette di rispondere alla prima parte dell’affermazione, sul fatto cioè che mancano gli dei nel romanzo di Tolkien. Da una parte questo è vero però è utile ricordare che è Tolkien stesso che ha volutamente cancellato ogni presenza esplicita di divinità o religiosità perché, scrive, il romanzo è talmente intriso di cattolicesimo nel messaggio e nel simbolismo da risultare superfluo ogni altro elemento più evidente; quindi bisogna ammettere che questa presenza divina c’è e rimane per tutto il romanzo ad un livello implicito, più profondo e misterioso (al punto che si può dire che la protagonista del romanzo sia la Provvidenza).

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
19/10/2009 - il travisamento del testo (Giovanni Martelli)

caro monda, l'avevo notato anch'io e l'avevo segnalato subito per quello che vale [http://lastradacheporta.blogspot.com/2009/10/frodo-non-e-solo.html] quello che dispiace di più è il continuo travisamento che viene fatto del testo del romanzo; non si tratta di applicare idee a priori sulla religiosità intrinseca eccetera, ma di leggere con lealtà purtroppo la gran parte della critica italiana è lontana mille miglia da questa posizione, non solo in tolkien ovviamente. Buon lavoro!