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EMERGENZA EDUCATIVA/ Dalle parole ai fatti: raccontiamo la bellezza

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Ieri si è tenuto il primo dei due incontri intitolati “Educare alla bellezza”, dove , attorno alla figura di Davide Rondoni, si sono riuniti, in una tavola rotonda, giornalisti, poeti e scrittori dell’Italia di oggi. Da tempo sui giornali si sente parlare di quest’emergenza educativa che attanaglia il nostro Paese. Ed ora finalmente si fanno delle proposte per rispondere attivamente a questo problema.

Ieri il primo degli intervenuti  è stato Luca Doninelli che ha raccontato come è stato educato alla bellezza sin dall’età di nove anni, quando il nonno lo portava in giro per Firenze ad ammirare i monumenti del Rinascimento italiano; certo – ha sottolineato- a quell’età non si capisce nulla di storia dell’arte, ma sicuramente quel sorriso del nonno, mentre fissava la cupola del Brunelleschi, è rimasto impresso per sempre nella sua mente perché da quello traspariva la sua felicità.

Poi, con  Antonio Spadaro, si è spaziato da Hopkins a Blake sull’interrogativo “Che cos’è la bellezza?” e, diversamente da come si poteva immaginare, la risposta è stata “consistenza”, non “astrazione”, e “fuggitiva”, perché non c’è modo di trattenerla.

Il Prof. Giovanni Ricciardi ha, invece, raccontato la scoperta della bellezza da parte dei suoi alunni e si è rifatto a Tolkien che, ne “La realtà in trasparenza”,  scrisse che la letteratura per bambini è un non-senso, in quanto ciò che deve essere appreso deve essere sempre un gradino più in alto di noi stessi.

 

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