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ARCHEOLOGIA/ Emmanuel Anati: vi racconto come ho scoperto il vero monte Sinai

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Lei però ha anche dichiarato che le “sorprese” per quel che riguarda il monte Har Karkom non finiscono qui

 

No, infatti. Un altro aspetto che è stato ulteriormente verificato è la presunta identità di questa montagna con il famoso monte Sinai di cui parla la Bibbia. Abbiamo riscontrato prima di tutto che l’Har Karkom è l’unica montagna di tutto il deserto del Neghev recante importantissimi resti di culto dell’età del bronzo. Ci sono più di cento santuari su questa montagna che è stata un luogo di culto per moltissimi anni e in particolar modo durante l’età del bronzo. Abbiamo trovato anche delle vestigia del culto del dio “Sin” che è la divinità identificata nella Luna. Abbiamo ipotizzato che il nome Sinai, che è un genitivo sin-ai ossia “di Sin”, possa essere stato attributito nella Bibbia a questa montagna. Questo dio Sin è probabilmente precedente al libro dell'Esodo, è un dio semitico mesopotamico che ha preceduto il dio degli ebrei.

 

C’è però anche un legame fra la tradizione ebraica e questi luoghi?

 

Sì, perché analizzando a fondo 32 punti della Bibbia nei quali si dà un’indicazione topografica dell’ubicazione del monte Sinai si è riscontrato che tutti in assoluto corrispondono all’ubicazione di Har Karkom. Purtroppo la cultura ebraica a quell’epoca non esisteva ancora in quanto tale e Mosé non ha lasciato il suo “biglietto da visita”. È suggestivo però che si siano trovati oggetti di origine egiziana che dimostrano che chi li ha lasciati veniva dall’Egitto.

 

Quindi potrebbero essere stati lasciati dagli ebrei come afferma il libro dell’Esodo?

 

Può darsi, ma bisogna chiarire una cosa: l’archeologo confronta quello che ha trovato con i dati storici o con i testi anche sacri, come nel caso della Bibbia. Possiamo dire quindi con quasi certezza che questa montagna è quella che la Bibbia descrive come monte Sinai, ciò che non possiamo affermare scientificamente è che siano avvenute rivelazioni o miracoli su questa montagna, perché di quelli non abbiamo traccia. In poche parole non abbiamo trovato le Tavole della Legge, come alcuni hanno pensato. E l’Arca dell’Alleanza non credo nemmeno che sia passata da quelle parti.

Se da lì passarono anche gli ebrei essi hanno rappresentato soltanto uno degli episodi storici relativi a questo monte perché esso è stato sacro per molte altre popolazioni. La cultura ebraica è nata di fatto con Salomone, prima c’erano tribù di semiti che non avevano una cultura propria. Fra queste c’era una tribù chiamata “Israel” che peraltro è ricordata in un monumento egizio del 1.200 Avanti Cristo.

 

Per quale motivo avete cominciato a svolgere ricerche sull’Har Karkom?

 

L’idea nacque 29 anni fa a seguito delle mie scoperte. Infatti trovai delle incisioni rupestri il cui studio volli approfondire. Chiesi allora il permesso di poter ottenere una concessione di ricerca e ottenni ben 200 chilometri quadrati. Era il 1980, allora era piuttosto facile ottenere concessioni rispetto ad adesso. Da quelle mie ricerche crebbe sempre più la voglia di investigare il sito fino a quando non siamo giunti a queste importanti scoperte.



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