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COME ERAVAMO/ L’Italia dagli anni ’30 ai ’50 vista da un occhio imparziale

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In secondo luogo, l’attenzione dedicata all’industria e al mercato culturale - insieme alla rassegna comparata delle case editrici, delle manifestazioni musicali e del rapporto tra cinema italiano e americano - descrive questo ventennio come un graduale processo di costruzione, con i consumatori, di un aggregato e di un tessuto civile unitario. Da ultimo, la messa a fuoco dell’intreccio tra storia, politica e abitudini - con l’analisi delle varie tipologie di intervento dello stato nell’attività culturale, e delle varie forme di associazionismo - pone in rilievo come dal PNF alla DC e al PCI si instauri una linea comune: di propaganda e censura; di sfruttamento dei media e di creazione di uno spirito di appartenenza.

Pieno di ricchissimi spunti di ricerca e animato da una lodevole onestà intellettuale nel ritrarre, al di là di costrizioni ideologiche, il ruolo della Chiesa Cattolica e del Partito Comunista, il testo ha il pregio di colmare la storia ufficiale dell’Italia con quella non scritta degli italiani, con l’effetto di una ricostruzione fedele e stimolante. La padronanza assoluta del narrato, consente poi agli autori di offrire spunti penetranti di contestualizzazione storica nel campo della linguistica, dell’editoria (con le interessanti notazioni sull’interazione delle riviste con il mercato o sul successo delle traduzioni) e della critica cinematografica. Di lettura godibilissima, il manuale di Forgacs e Gundle non solo offre un contributo notevole alla scholarship sul periodo, ma introduce con sapienza anche il lettore comune (italiano e non) alle origini complesse dell’identità italiana contemporanea.



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