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POLITICI/ Zecchi: gli scandali? Colpa di una certa comunicazione, non della decadenza morale

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Sì, anche se penso che la vera questione relativa a Piero Marrazzo sia piuttosto legata ai rilievi penali: il ricatto, gli assegni, la droga, la cocaina. Non sono tanto i gusti intimi del Presidente della Regione Lazio, quelli sono fatti di famiglia. Il problema è quando queste tendenze innestano delle conseguenze di carattere penale. Se il discorso riguarda invece la trasgressione sessuale anche in politica abbiamo fior di esempi. Luxuria ha fatto una bandiera di questo. Io non l’ho votata.

 

Non ne dubitavamo. Alcuni sostengono che il costume attuale sia una sorta di cocktail tra la gli effetti della rivoluzione sessuale del ’68 e il libertinismo televisivo. Lei come la vede?

 

Francamente penso che sia tutto molto più semplice. Di questi scandali se ne vedono in tutto il mondo, accadono, come si è recentemente visto, in Inghilterra e in Francia. Qui in Italia il vero motore è però la lotta politica. Mentre negli altri paesi lo scandalo diventa circoscritto alla persona qui in Italia viene inevitabilmente connesso alla politica. Questo perché certa politica e certa stampa hanno messo in moto tutti i sistemi immaginabili per far saltare il governo Berlusconi, e la parte contraria è stata al gioco. Si è partiti con i processi, con la messa in ridicolo e poi si è arrivati al pettegolezzo, al gossip fino a un uso smodato della vita privata delle persone. Questa è a mio avviso la vera e più semplice causa del crollo morale.

 

Esiste un’idea oggettiva di decoro?

 

Oggettiva, ma seconda dei casi. Per un politico, abbiamo detto, così come per un imprenditore, un poliziotto secondo la modalità del proprio ruolo deve prevalere il buon gusto ossia quella capacità di comunicare se stessi attraverso uno stile. Trascendere dalla propria forma mette a rischio il contenuto.

 

La perdita di buon gusto può essere secondo lei legata alla decadenza dell’Occidente?

 

Ogni volta che la storia segna la fine di un impero, di un dominio, avviene inevitabilmente la perdita della decenza. Caligola fece senatore il proprio cavallo, un aneddoto arcinoto. Ma dirò una cosa inaspettata: non penso che l’epoca che stiamo vivendo segni la fine dell’Occidente. Credo piuttosto che il problema risieda, piuttosto che nella vecchiaia, nell’immaturità della nostra società che si trova a dover imparare a gestire un potere troppo grande, quello della comunicazione.



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COMMENTI
29/10/2009 - Minorati e polpette avvelenate (spadon gino)

Un vero fescennino l’intervento di Berlusconi a “Ballarò”. Si è lamentato che nella trasmissione mancava il contraddittorio dando così del minus habens a La Russa e Alfano che si stavano spolmonando per difendere il loro datore di lavoro. Ha vantato poi come un atto di grande generosità l’aver informato di tutto il Marrazzo e di averlo (cito) “lasciato libero di scegliere se chiamare i numeri telefonici” da lui stesso fornitigli al fine di recuperare il materiale scottante, oppure “di fare una denuncia". Non c’è chi non veda in questo “generoso avvertimento” una polpetta avvelenata. Telefonando il Marrazzo avrebbe sostanzialmente pagato il pizzo commettendo un reato ed esponendosi inevitabilmente a ricatti multipli. Facendo la denuncia, invece, avrebbe praticamente messo sulla pubblica via una vicenda che avrebbe voluto mantenere segreta, “Pezo el tacon del buzo”, insomma, come dicono qui a Venezia. Gino Spadon

 
29/10/2009 - morale (alberto gelli)

alla faccia..... è normale perchè vige quello che io chiamo "moralità deviata" gli esempi ? tutto sui giornali e tv come modelli di vita normale.