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LETTERATURA/ Elio Vittorini: l’uomo, un insieme di bene e male incline al perdono e alla pietà

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Uomini e no di Vittorini non racconta solo i fatti della guerra civile che insanguinò la città di Milano dopo l’8 settembre 1943. Il suo libro è anche la storia di come uomini e donne cercano per sé una ragione per continuare a vivere dentro una lotta così cruenta da non risparmiare neanche gli inermi. Le sue pagine si prestano a un’interpretazione non univoca perché, a dispetto di un titolo apparentemente manicheo, la faticosa strada per comprendere e operare il bene e il male è il compito imposto a tutti dai drammatici avvenimenti di quei giorni.

 

I morti al largo Augusto non erano cinque soltanto; altri ve n’erano sul marciapiede dirimpetto; e quattro erano sul corso di Porta Vittoria; sette erano nella piazza delle Cinque Giornate, ai piedi del monumento. C’era anche una bambina, c’erano due donne e un vecchio dalla barba bianca. Il vecchio era ignudo, senz’altro che la lunga barba bianca a coprire qualcosa di lui, il colmo del petto; stava al centro dei sette allineati ai piedi del monumento, non segnato da proiettili, ma livido nel corpo ignudo, e le grandi dita dei piedi nere, le nocche delle mani nere, come se lo avessero colpito, così nudo, con armi avvelenate dal freddo.

La folla non era grande.

Erano alcune centinaia di persone, tra largo Augusto e piazza Cinque Giornate. Prima passavano, guardavano i morti e passavano, ora invece stavano ferme intorno ai marciapiedi coi morti. I piedi grandi, grigi; le facce serie e grigie; l’uno sembrava lo stesso dell’altro, tutti uguali, e il vecchio, in mezzo, era come il padre loro.

 

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COMMENTI
07/10/2009 - con il popolo (aldo brandirali)

Già in Verga, ancora in Vittorini, l'incontro della Sicilia con Milano. Siamo un popolo fecondato dalle mille origini,guidato nella storia alla capacità di vedere l'altro e di comprenderlo. Come può parlare di perdono il comunista Vittorini? Semplicemente perchè appartiene a questo popolo e ne gode, come sottolinea nella serietà delle persone a Milano. Grazie dott.sa Cioni