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NOBEL/ Letteratura: Herta Müller, dall’esilio il racconto della Romania di Ceausescu

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La motivazione del conferimento del premio Nobel recita “per aver descritto il paesaggio dei diseredati”, non le sembra troppo poco? Cos’altro ha descritto la Müller?

 

Be’ in realtà i suoi romanzi sono famosissimi anche perché hanno come argomento centrale il tema  dell’immigrazione che è molto attuale in Germania dove hanno un’immigrazione molto forte di musulmani, ma soprattutto di genti dell’Europa orientale. Questo tema dello sradicamento è in effetti, insieme a quello del totalitarismo, uno dei due principali filoni dei suoi romanzi e della sua opera poetica

 

Quali altri autori hanno descritto con efficacia gli effetti del regime comunista in Romania?

 

Mi viene in mente la sua amicizia con un altro scrittore della sua città, Wilhelm Totok. La Müller e Totok dopo gli anni ’90 si sono molto coinvolti nel processo di decomunistazione della Romania prendendo posizioni politiche, intervenendo sulla stampa, incidendo sull’opinione pubblica, con interviste sui media. Sui diritti delle minoranze e memoria del totalitarismo hanno dedicato gran parte dei loro scritti e del loro tempo. Lo hanno fatto principalmente perché, dopo Ceausescu, la storia del comunismo in Romania è stata affrontata molto male. Manca un lavoro di memoria per le resistenze di istituzioni e di politici.

 

A questo proposito: spesso nei paesi ex comunisti si assiste al fenomeno della cancellazione del proprio passato totalitario. Stando a quanto lei afferma avviene lo stesso in Romania

 

C’è stata una forte resistenza alla condanna del regime e un vero processo al comunismo non è mai stato fatto in nessun Paese dell’Europa dell’est. Questo è uno dei punti molto critici del dibattito politico attuale e anche del cammino sulla via della democrazia. In tutti i paesi dell’est sono uscite istituzioni che intendono tramandare la memoria e la condanna del comunismo: ricerche, archivi, riviste e anche testi scolastici. Finalmente questo approccio alla storia del totalitarismo è cominciato anche da noi, ma siamo ancora molto in ritardo rispetto ad altri paesi come la Polonia o la Repubblica Ceca. Una legge è stata promulgata nel ’97 per impedire di affidare cariche pubbliche agli ex ufficiali della polizia politica passata. Si pensi che è passata solo nel 2001 ed è stata gravemente amputata dal parlamento perché si volevano proteggere molte persone. Fino ad adesso gli elenchi di questi ufficiali non sono stati ancora pubblicati. I giudici e i tutori del regime comunista non hanno avuto conseguenze penali per le loro azioni criminose. 

 

Quindi non sembra una brutta notizia che il Nobel sia stato assegnato a Herta Müller

 

No, infatti. Questo incoraggia il processo di una memoria che deve essere trasmessa alle generazioni che non hanno conosciuto il comunismo. Herta Müller era già stata candidata per un Nobel nel 1999, ma allora si ritenne inopportuno. La coscienza di quello che è stato il comunismo sta affiorando pian piano anche nell’Europa Occidentale dove è sempre più motivo di dibattito culturale. È un segno importante ad esempio che l’Europa Unita abbia voluto celebrare un’unica giornata contro i totalitarismi comprendendo quello nazista e quello comunista. Diciamo che il fatto che nella sua letteratura coesista una condanna di entrambi i sistemi ha consentito che, come avvenne per Günter Grass, che cominciò a condannare anche il comunismo, si scegliesse di premiare lei. La sua opera è una comune condanna di nazismo e comunismo messi sullo stesso livello perché di medesima radice e natura criminale.



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