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FILOSOFIA POLITICA/ Böckenförde: così lo Stato laicista cadrà su se stesso

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Ernst-Wolfgang Böckenförde (1930), giurista e filosofo tedesco, professore a Münster, Heidelberg, Bielefeld e Freiburg, giudice del Tribunale costituzionale tedesco dal 1983 al 1996 e tra i massimi studiosi dell’origine dello Stato moderno e del fenomeno della secolarizzazione, il 3 novembre ha tenuto la prolusione all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore su un tema (l’ethos dei giuristi) di grande attualità oggi, vista la temperie culturale nella quale viviamo, sempre più caratterizzata dal venire alla ribalta della questione dei diritti soprattutto in riferimento al problema della bioetica e delle minoranze etniche e culturali.

Il tema del pluralismo e dei diritti umani è stato sempre presente nella riflessione di Böckenförde: ne sono testimonianza la serie di saggi pubblicati tra il 1957 e il 2005, adesso disponibili anche in italiano (Stato, Costituzione, Democrazia, Giuffrè 2006; e Cristianesimo, libertà, democrazia, Morcelliana 2007). Collegati a quello dei diritti, sono i temi della libertà religiosa, di cui Böckenförde si è occupato già a partire dagli anni Sessanta (avrebbe poi partecipato ai colloqui di Castelgandolfo promossi da Giovanni Paolo II), e l’analisi del cattolicesimo tedesco degli anni Trenta – problema che Böckenförde visse in prima persona al tempo della crisi della Repubblica di Weimar e in seguito all’affermarsi dello Stato totalitario. Il centro dei suoi interessi scientifici e accademici è però quello della storia e della natura del concetto di Stato, su cui ha cominciato a scrivere, dopo gli studi presso le Università di Münster e di Monaco, almeno fin dalla tesi di dottorato in filosofia del 1961 (nel 1970 apparsa in italiano a cura di Pierangelo Schiera col titolo La storiografia costituzionale tedesca nel secolo decimonono: problematica e modelli d’epoca) e poi fino agli anni Novanta: è proprio nei suoi studi sullo Stato, grazie ai quali viene considerato uno dei principali rappresentanti della Staatslehre (scienza politica) tedesca, che è possibile trovare la chiave interpretativa, oltre che dell’intera sua riflessione, anche del suo contributo sul tema dei diritti.

 

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