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LETTERATURA/ Ol’ga Sedakova: la poesia in difesa della ragione

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Strano che sia un poeta a difendere la ragione. Eppure Ol’ga Sedakova, una delle più alte voci poetiche della Russia contemporanea, intitola la sua raccolta di saggi proprio Apologia della ragione (La casa di Matriona, 2009). Strano perché immediatamente verrebbe da pensare che la poesia dovrebbe difendersi dalla ragione. E così molti hanno pensato nei decenni passati: lasciando alla ragione – intesa come misura scientifica delle cose – lo spazio della conoscenza autentica, hanno rivendicato per la poesia i territori del cuore – inteso come puro sentimento – cioè le intuizioni, le fantasie, i palpiti e i sogni; l’irrazionale, appunto.

Ma Ol’ga Sedakova, sulle orme del suo venerato maestro, Sergej Averincev cui è dedicato il terzo dei saggi contenuti nel volume, proprio in quanto poetessa, non accetta la gabbia di queste simmetriche riduzioni. La ragione non è quella puramente euclidea che misura e seziona i particolari disinteressandosi del tutto, che si rassegna ad accontentarsi dei “come” impedendosi di indagare sui “perché”. D’altro canto il cuore non è affatto il luogo dei sentimenti e delle pulsioni irrazionali, ma esattamente – come insegna la lingua russa – il centro della persona, quella capacità che di schianto si mette in rapporto con le cose che ci sono e, alleato della ragione, le guarda con stupore e venerazione. Lo stesso stupore meravigliato che sta al’origine della filosofia.

Perfettamente alleati, allora, cuore e ragione sono lanciati nell’avventura della scoperta del mondo, della conquista dell’unica cosa che conta che è la “sapienza”, cioè la conoscenza veramente integrale e nello stesso tempo esistenzialmente coinvolgente.

 

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