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CRISTIANESIMO/ Agnese di Boemia, quando i santi cambiano la storia

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Scrisse Giovanni Paolo II ai fedeli cecoslovacchi, in occasione del 700° anniversario della morte: «Assisteva suore malate, curava lebbrosi ed afflitti da malattie contagiose, lavava i loro indumenti e li rattoppava di notte, dando prova che l’edificio della sua vita spirituale poggiava sul solido fondamento dell’umiltà. In tal modo divenne la madre degli indigenti, conquistandosi nel cuore dei poveri e degli umili un posto che le è rimasto riservato per secoli. La sua carità fu nutrita dalla preghiera incentrata sulla passione di Cristo». Gli ultimi anni di vita di Agnese furono addolorati dalle vicende storiche che colpirono la famiglia reale e la sua patria. Morì il 2 marzo 1282. «Agnese non fu un episodio marginale della vostra storia… Si tratta delle radici della vostra cultura nazionale, si tratta della vostra identità spirituale. Custodite gelosamente questa eredità, tramandatela intatta ai vostri figli!» aveva concluso il papa. Per secoli la gente la pregò come santa, in attesa del riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa («Agnese sapeva non aver fretta», si diceva fra il popolo), finché il 12 novembre 1989 fu canonizzata a Roma, alla presenza di migliaia di pellegrini. Ricorda padre Halík, che accompagnò il cardinal Tomásek: «Quando ricordai pubblicamente il proverbio secondo il quale la canonizzazione di Agnese avrebbe portato tempi migliori per il nostro paese, e con sommo dispiacere della delegazione statale aggiunsi che nell'aria c'era già un venticello nuovo, non potevo certo presagire che si sarebbe trattato di un cambiamento così repentino e radicale… Otto giorni dopo, all'aeroporto ci attendeva l'ambasciatore italiano. Prima ancora dei convenevoli, si rivolse a Tomásek dicendo: "Eminenza, qui è scoppiata la rivoluzione"».

 

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COMMENTI
13/11/2009 - commento al commento (Gianuizzi Caterina)

Certo, pensare che Stalin ha studiato in un seminario... La libertà dell'uomo è proprio un mistero. Ma Dio è più grande.

 
13/11/2009 - S. Agnese di Boemia. (Carla D'Agostino Ungaretti)

E poi vogliono negare le radici cristiane d'Europa! O sono matti, o sono stupidi, o sono ignoranti, o sono le tre cose insieme come dimostrò di essere matto, stupido e ignorante Stalin quando demolì una bellissima e antica chiesa di Mosca per ricavare, su quell'area, una piscina per il popolo. Credeva, così, nella sua stupida ignoranza, di recidere le radici cristiane della Russia. Infatti, sparito il comunismo, la chiesa è stata ricostruita identica all'originale. E ora vogliono pure abolire il crocifisso, dimenticando che, se noi europei abbiamo università, ospedali, diritti e dignità lo dobbiamo alla civiltà cristiana! S. Agnese di Boemia, illuminali tu!