BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

POESIA/ Ada Negri, la dimenticata “maestrina” che suscitò l’invidia di Croce e Pirandello

Pubblicazione:

Credit: Sibilla Aleramo  Credit: Sibilla Aleramo

 

Nei termini della pienezza artistica in sintesi armoniosa con l’afflato religioso, trasfigurata nella preghiera ai più alti livelli mistici che la poesia italiana abbia raggiunto, anche quando tocca l’umile vicenda del quotidiano. Come Clemente Rebora, suo conterraneo, e come padre David Maria Turoldo nei loro componimenti lirici d’ispirazione sacra.

 

Come ha inciso sulle generazioni successive?

 

Un ruolo didattico specifico della poesia della Negri lo si può rinvenire nei manuali scolastici che fino agli anni Cinquanta si trovavano nelle scuole. Per coincidenza fortuita furono le maestrine d’Italia, sue colleghe, a educare le nuove generazioni, e il suo magistero lo si trova diffuso anche nei banchi della scuola secondaria. Il suo influsso si blocca subito dopo la seconda metà del secolo scorso, segno del mutato clima culturale. La sua prosa, tuttavia, fu molto apprezzata anche da chi non la stimava come poetessa, come Cesare Pavese. Un suo importante estimatore fu il raffinato letterato e saggista don Giuseppe de Luca, che nel 1942 le voleva commissionare una Vita di Cristo, al di fuori degli schemi edificanti abituali: «Una vita di Cristo non al modo delle usuali, ma sul ciclo liturgico e cioè nel cuore degli uomini e nella luce delle stagioni. Con quell’umanità che è vostra, così dolente e così forte, così intima, e così alta; con quel sentimento degli uomini e della natura; con quel segreto palpitare del cuore, come acqua notturna, verso Cristo tanto presente e tanto assente al cuor nostro, così vicino e così lontano, così dentro e così fuori». Ha influito anche su don Luigi Giussani che, nelle sue conferenze alla Gioventù studentesca del primo periodo, a Milano, spesso citava la sua poesia religiosa densa di valori umani e cristiani e pedagogicamente efficace, per integrare con il bello del sacro l’austera radicalità evangelica.

 

Che considerazione aveva della poetessa il mondo culturale dell’epoca?

 

CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >