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ARCHEOLOGIA/ I segreti del Castello Sforzesco: quando il passato riemerge dalla terra

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Sì, io stesso ho trovato reperti ceramici affiorati dalla terra smossa. Queste sono le vere “scoperte”, in quanto ultime arrivate. Infatti i ritrovamenti sono stati effettuati nel 2006 nella zona del fossato rivolta in direzione di via Lanza. Oltre alle ceramiche sono riuscito a ritrovare uno scrigno, risalente al 1600 circa. Dopo qualche mese riuscimmo poi a rinvenire addirittura i resti di una dimora del 1300 circa, con ancora tracce di decorazione pittorica, che è stata rilevata dalla sovrintendenza archeologica e poi ricoperta. Questo dimostra che lungo il fossato correva una via abitata. Francesco Sforza colmò poi tutta l’area di terra e di detriti per creare il piano del castello. Erano gli anni 1450/55. Sforza rifece del tutto l’impianto visconteo. Ho infatti recuperato lungo questa strada un paio di suole di calzature antiche di epoca imprecisata e dalla foggia molto curiosa.

 

Per quale motivo da un ritrovamento di un reperto alla sua pubblica esposizione passano così tanti anni?

 

Ci sono due ordini di fattori. Prendiamo ad esempio il falcone. Non appena lo trovarono lo dovettero catalogare, studiarono il cartiglio e lo archiviarono. Il falcone è stato poi messo in sicurezza recentemente con un intervento di tassidermia da parte di un’equipe di esperti. In secondo luogo occorre precisare che un conto sono le opere d’arte, di maggiore “urgenza” espositiva, un altro sono i reperti storici. Detto fra noi il falcone è pure brutto a vedersi, attira solo per la curiosità. Mentre ha un grande valore storico scientifico.

 

C’è ancora molto da scoprire sul Castello di Milano?

 

Certamente, soprattutto sottoterra. Si tenga presente che un tempo c’erano delle strade, dei condotti che si diramavano sotto la strada coperta della Ghirlanda. La Ghirlanda era un’architettura che faceva barriera su tre lati del castello in direzione dell’attuale corso Sempione. Se si riaprono questi cunicoli trovare altri reperti è più che probabile. Lungo la via invece che corre esattamente sotto la Ghirlanda, buttata giù nel 1893 da Beltrami, quando oramai era ridotta a un muraglione fatiscente, c’è la via coperta. Quest’ultima è oggi visitabile anche dal pubblico su prenotazione. Anni fa è stata scoperta anche una camera ipogea, ovvero sotterranea, che era adibita alla regolazione del flusso delle acque del fossato.

 

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