BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

COMUNISMO/ Romano Scalfi: vi racconto la resistenza della Chiesa clandestina in URSS

Pubblicazione:

unionesovieticaR375_22nov09.jpg

 

Nel 1944 il partito decide di mandare al confino nelle estreme regioni orientale 1.500 membri della Chiesa dei “veri cristiani ortodossi”. Appartengono a un gruppo staccatosi dalla Chiesa ufficiale perché compromessa con il regime comunista considerato l’incarnazione dell’Anticristo. Predicano l’imminente fine del mondo ed arrivano a dichiarare la Chiesa ortodossa ufficiale serva dell’Anticristo. Partendo da questa posizione esasperata sentono il dovere di boicottare tutte le iniziative del governo. Per loro è opera dell’Anticristo andare a votare, avere il passaporto sovietico, ascoltare la radio, andare al cinema, pagare le tasse e perfino frequentale le chiese legalizzate dal governo.

Il fondamentalismo è sempre segnato, in tutte le correnti e in tutte le ideologie, dall’ossessione di dover innanzitutto condannare il nemico, addossare a lui ogni colpa per autogiustificarsi con maggior facilità; tende a esaurirsi nella protesta illudendosi che qui si manifesti la vera creatività dell’uomo. In questo senso i “veri cristiani ortodossi” non si rendono conto di avere molto in comune con gli ideologi del comunismo, dei quali acutamente aveva profetizzato Dostoevskij: «Arditi nella denuncia, eunuchi nella creatività. Sono capaci di distruggere il mondo, ma incapaci di costruire una catapecchia».

Anche nel ricco alveo della clandestinità cristiana in Russia, dunque, chi ha ceduto all’esasperata condanna del nemico ha finito per vanificare le migliori intenzioni, condannando se stesso alla sterilità.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.