BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ESCLUSIVA/ Scola: le chances di un cristianesimo vivo oggi

Pubblicazione:

cardinalescolaR375_22nov09.jpg

 

 

Significa molto per me. Non sono affatto d’accordo con quanti lo sottostimano, perché non riconoscono con oggettività una chiara volontà del popolo che deve essere rispettata. Ma è fin troppo ovvio che questo dato da solo è destinato a decrescere.
Non ci si può limitare a questo, che pur è una confortante occasione per la riscoperta del potente significato del Crocifisso per la cultura mondiale, ma ci si deve anche (e molto di più) interrogare sul bisogno di testimoni vitali del Crocifisso risorto e vivo come Salvatore, come Redentore, come compagnia guidata al destino dell’uomo. Il bisogno della testimonianza cristiana.

 

 

Molti di coloro che si sono pronunciati a favore del crocifisso hanno parlato di difesa della nostra tradizione culturale e sociale, di simbolo universale di fratellanza. Pochi hanno colto un altro livello della questione, che sta sotto l’alternativa “crocifisso sì, crocifisso no”: che cos’è il cristianesimo oggi?

Il cristianesimo oggi è quello di sempre: l’inaudito avvenimento di Dio che viene incontro all’uomo, facendosi uno come noi, con un’umiltà così potente da permettere alla nostra presuntuosa libertà finita di crocifiggerlo. Uno che ci accompagna nel cammino, perché ci ha detto: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Uno che rende possibile verificare, nella propria fragile umanità, la potente affermazione di San Paolo: “Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”. È una qualità di vita diversa su questa terra, perché radicata nella paternità amante del Dio Uno e Trino che ci ha donato Suo Figlio e che, per la potenza dello Spirito Santo, genera la Chiesa e le comunità cristiane, dove si può fare concretamente esperienza di tutto questo, vivendo intensamente fin da ora gli affetti, il lavoro e il riposo.

 

 

A quali condizioni può accadere oggi la nascita di quella “creatura nuova” che è il cristiano - cioè un protagonista nuovo sulla scena del mondo - di cui parlò don Giussani nella lunga intervista che Le concesse nel 1987?

Mi limito ad aggiungere un aspetto a quanto rilevato nelle risposte precedenti: il bisogno primario è che si possa rivivere l’esperienza di Andrea e Giovanni. Un giorno, mentre stavano con il Battista, furono da lui invitati ad andare a conoscere Gesù che passava dall’altra parte del Giordano. I due si misero a seguirlo e fecero la potente scoperta che descrive il dinamismo dell’esperienza cristiana: incontrare, andare, vedere, dimorare, comunicare.
Questi verbi possono tradurre in pratica la fisionomia della creatura nuova.

 

 

Quali possibilità ha l’annuncio cristiano in un mondo che, per dirla con T.S. Eliot, avendo voltato le spalle alla Chiesa, «avanza all’indietro, progressivamente»? Detta in altri termini: come un cristiano di oggi può comunicare agli altri la propria identità?

Lo può se sta nel reale fino in fondo e a 360 gradi, dentro tutti gli ambienti dell’umana esistenza, come colui che avendo avuto la grazia straordinaria di un incontro che gli permette di dare del tu a Cristo, lo comunica in tutta semplicità. Il resto è conseguenza. Non servono strategie e non servono progetti.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
23/11/2009 - Gli ipocriti e il Cristo (spadon gino)

Condivido pienamente le parole del Patriarca che considera il Crocifisso come un valore per tutta l'umanità. Ciò che mi irrita è la spudoratezza con la quele certe forze politiche si impossessano di questo simbolo per guadagnare un pugno di voti. Sono veneziano e ogni volta che passo per una delle piazze delle città di terraferma e vedo. nei gazebo dei Leghisti, le immagini di un crocifisso fatto a pezzi, tragico emblema – secondo loro - dell’oltraggio da parte di miscredenti e musulmani, mi sento ribollire di sdegno. Ma come! Ma con quale spudoratezza questi individui possono protestare contro chi a loro avviso “misconosce” il Cristo quando sono loro stessi a negarlo e a offenderlo? Che cosa sono, infatti, quei loro manifesti, accostati all'immagine del crocifisso, che incitano a ricacciare nei loro paesi gli extracomunitari se non un oltraggio a quella Croce che è simbolo di compassione e di umana solidarietà? A volte mi domando perché un servitore del Cristo non venga lì, davanti a quei gazebo, per ricordare le parole del discorso della Montagna: “avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dissetato… " La barbarie trova alimento proprio nel silenzio di chi dovrebbe gridare ai quattro venti: "Tacete voi che non conoscete pietà e carità. La Chiesa vi dice che è indegno servirvi, per in vostri meschini disegni, di Colui che fu misericordia e amore".