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COMUNISMO/ Solzenicyn e l’uomo nuovo: il libro che ha cambiato la coscienza dei russi

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Dall’inizio della perestrojka fino ad oggi, infatti – ha osservato Zubov – la maggior parte dei nuovi manuali di storia ha continuato a mantenere uno «spirito sovietico», mentre quest’opera ha scelto come criterio non lo Stato o il progresso economico, la potenza militare o l’ammodernamento del Paese, ma «l’uomo, la sua dignità, libertà, felicità, possibilità di mettere a frutto le proprie potenzialità – questi i criteri di valutazione della storia russa del XX secolo che abbiamo utilizzato».

Il testo, sebbene sia già stato adottato anche come manuale scolastico, all’Accademia teologica di Pietroburgo, vuol essere più che un manuale. Lo si vede dallo sviluppo dei singoli temi, dallo spazio riservato a personaggi principali e meno noti, a biografie, brani di memorie, diari e testimonianze personali, ai pareri di vari storici sui diversi avvenimenti.

La storia del XX secolo è riletta come chiave della «memoria collettiva» delle generazioni di oggi in Russia, epoca di un «gigantesco crollo interiore, le cui conseguenze non sono ancora state risanate». In questo contesto, la storia della Chiesa è ampiamente trattata come fattore di primo piano nel corso della storia russa, si sollevano interrogativi sul suo ruolo e responsabilità del passato, nella prospettiva di comprendere i fondamenti di una possibile rinascita della Russia. «L’umano è stato annientato in Russia, ma c’è qualcosa di sovrumano, ed è appunto la Chiesa, che è indistruttibile. Questo è uno dei miracoli a cui abbiamo assistito in Russia nel XX secolo, il miracolo della conservazione della Chiesa, che non è morta sebbene tutto facesse pensare che era impossibile che sopravvivesse», ha detto a questo proposito Mitrofanov.

 

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