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SINDONE/ Barbara Frale (Archivio Vaticano): una nuova prova dell’autenticità

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Bisogna essere precisi. Io non ho “scoperto” niente nel senso stretto della parola. Capisco che si possa fare confusione su questioni come la Sindone perché si sono ammassati in molti anni argomenti su argomenti. Ma qui occorre risalire a trent’anni fa. Era infatti il 1978 quando il professor Aldo Marastoni, insigne latinista dell’Università Cattolica di Milano, scoprì sul lenzuolo, a occhio nudo, tracce di scrittura in latino reputando che fossero risalenti al primo secolo. Un occhio esperto di scritture antiche come quello di Marastoni non ci mise molto a tirare le somme. Il tutto passò però quasi totalmente sotto silenzio. Poi la questione venne riaffrontata nel 1994 dal punto di vista tecnologico. Un’equipe di studiosi francesi, capeggiata dal professor André Marion del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) ha messo in “chiaro” tutte le scritte presenti.

Io arrivo “tardi”, in realtà il mio lavoro è stato quello di spiegare che cosa significassero le parole contenute in questi segni.

 

Nel senso che fino al suo arrivo nessuno se ne è mai occupato?

 

Il fatto è che le avevano scoperte, ma non spiegate. Ovvio che gente del calibro di Marastoni avesse inteso il significato letterale, ma non quello “circostanziale”. Per capire che cosa significhino quei segni bisogna fare migliaia e migliaia di confronti con le epigrafi. Marastoni abbandonò il lavoro. Probabilmente si era un po’ scoraggiato a seguito degli esiti del famoso esame del Carbonio 14. Anche se aveva visto bene: le scritture risalgono a tutti gli effetti al primo secolo.

 

E gli esperti francesi?

 

Si sono resi conto che finché si trattava di visualizzare con l’aiuto informatico le scritte tutto andava bene però ci voleva un esperto di scritture antiche. Loro sono matematici e fisici. Le fecero esaminare ad alcuni esperti della Sorbona che individuarono il periodo storico delle scritte fra il primo e il terzo secolo dopo Cristo. La loro analisi si fermò però soltanto alla collocazione storica Credo che il motivo fosse lo stesso di Marastoni. Siccome occorre una lunghissima e molto faticosa ricerca per questo tipo di indagini perché doversi impelagare su un documento che all’epoca era considerato, con un assurdo pregiudizio, di dubbia autenticità?

 

Poi è arrivata lei, ci dica in che cosa dunque consistono queste scritte?

 

In un certificato di sepoltura. Quello che noi possiamo vedere ha tutte le caratteristiche di un certificato di sepoltura. Anche se può sembrare strano che ai tempi dell’impero romano si facessero certificati di sepoltura. E invece è tutto il contrario, ci sono numerosissime testimonianze di questi certificati in antichità. E non solo dei Romani. Anche per quel che riguarda l’Antico Egitto, per esempio, disponiamo di una notevole mole di simili documenti. I sacerdoti curavano la mummificazione e stilavano il certificato di morte. Praticamente svolgevano l’esercizio delle odierne pompe funebri.

 

Questa scritta insomma rafforzerebbe l’idea che la Sindone appartenga al primo secolo?

 

Molto più che “rafforzarla”. Si può dire con certezza scientifica che l’autore di queste scritte, che ha lasciato queste tracce, è senz’altro un uomo vissuto nel primo secolo dopo Cristo. Il che rende molto difficile che l’intero oggetto archeologico in esame sia più tardo.

 

Quindi nessun fantomatico realizzatore? Leonardo da Vinci? Un anonimo medievale?

 

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COMMENTI
04/12/2009 - Superficialità (ANDREA DEMOZZI)

Noto spesso una certa superficialità di fronte a tale oggetto scientifico, ed è strano, perchè il metodo scientifico di per sè non è superficiale. Ora, negazioni perentorie dell'attendibilità della Sindone per aspetti particolari (superficie in proiezione invece che in sviluppo, o possibilità di ottenere una copia con tecniche moderne) dovrebbero essere verificate con attenzione, soprattutto in rapporto a tutta la mole di dimostrazioni scientifiche a favore. Questo, se non per rispetto a Chi si ritiene possa essere raffigurato, per rispetto al nostro "essere pensanti ed intelligenti". Ma tant'è, è noto che "nessuno impara quello che crede già di sapere".

 
02/12/2009 - SINDONE (Giuseppe Orsini)

Ho vissuto 35 anni a Torino. In quel periodo ho visto più volte la Santa Sindone ed ho seguito dibattiti in merito. Ho una intima convinzione: la Sacra Sindone è il lenzuolo che ha avvolto il corpo di Cristo nelle 30 - 36 ore intercorse tra la sua Morte e la sua Resurrezione. Sono convinto per quel che ho visto e sentito, ma soprattutto per un vero atto di Fede. Nulla potrà accrescere la mia convinzione. Anzi, se e quando si avrà la matematica certezza - provata e dimostrata - della autenticità della Sacra Sindone, la mia Fede non avrà più ragione d'essere. E me ne dispiacerebbe . . . Giuseppe Orsini

 
01/12/2009 - Nessuna altra ipotesi o spiegazione (Fabio Milito Pagliara)

Quello che non capisco è come le scritte da sole possano far risalire il lenzuolo al primo secolo, le scritte potrebbero essere state copiate in seguito da un papiro ormai perduto. Insomma non mi sembra la spiegazione più soddisfacente tra quelle possibili (bisognerebbe anche far collimare le varie prove, oltre alla prova calligrafica verificare quando sono state fatte le scritte, quando è stato fatto il telo ecc.). In breve abbiamo un telo funebre su cui è rimasta impressa l'immagine di chi ci fu avvolto, non ci dice molto altro. Altra questione è la sindone del CICAP che semplicemente dimostra che si può ottenere lo stesso risultato senza interventi sovrannaturali, e scusate se è poco. Insomma mi lascia sempre sorpreso il partire dalle tesi desiderate per trovare le conferme invece di analizzare tutti i dati per arrivare ad una tesi che li comprenda tutti. Cordialmente, Fabio Milito Pagliara

 
30/11/2009 - il volto di Cristo (Italo Magos)

Mi stupisce che persone che si dicono studiosi non abbiano osservato che un qualsiasi elemento flessibile che avvolge un corpo rotono se posto in piano come un lenzuolo, risulta più largo che alto. Quel volto è realizzato da chi non conosce le più elementari ed empiriche basi di geometria. Se uno ha fede può credere a qualsiasi cosa. Ma io non ho bisogno di credere in qualche dimostrazione stampata nel lino o nel cotone o qualche libro. So che in un certo periodo storico c'è stato uno o più persone e probabilmente sono state migliaia che hanno rivendicato, a costo della vita, un cambiamento epocale nella visione del mondo: hanno urlato che ciò che esiste non esiste per una elite ebraica (contratto con Dio) o altro, ma per tutti gli esseri viventi. San Francesco l'ha ripetuto, ma spesso gli stessi che professano la fede non sono in quel novero che professa la semplicità e l'amore

 
30/11/2009 - La mia prova (claudia mazzola)

Non ho mai visto a quattrocchi la Sindone e non ho studiato su di essa. Io guardo quel lenzuolo e lo vedo autentico perchè credo nella Chiesa.

 
30/11/2009 - Rispondo a Giannino (Paolo Tritto)

I motivi del silenzio sugli studi di Barbara Frale sono tanti. Io ho letto il suo libro "I Templari e la sindone di Cristo" e credo di poter dire che il motivo principale è che la Frale fa quello che altri non fanno: da un fatto storico fa derivare un giudizio. E il giudizio che dà tanto fastidio lo possiamo leggere sull'Osservatore Romano del 5 aprile dove Barbara Frale spiega che la sindone "era il miglior antidoto contro tutte le eresie. I catari e gli altri eretici affermavano che Cristo non aveva vero corpo umano né vero sangue, che non aveva mai sofferto la Passione, non era mai morto, non era risorto; per questo non celebravano l'Eucarestia, considerata a loro giudizio un rito privo di senso non avendo Cristo mai avuto una vera carne". Nessuno può negare che Cristo sia esistito storicamente, ma affermare che Cristo è un antidoto al male, smaschera tutti gli stregoni che sulla disperazione degli uomini costruiscono le loro fortune

 
30/11/2009 - Stupenda la scoperta e stupenda la scienziata (Francesco Giuseppe Pianori)

La "scoperta" è davvero interessantissima e spero di poterne conoscere di più al riguardo. Stupenda poi la posizione della Dr.ssa Frale, laddove testimonia umilmente di essere solo una staffettista. E' un'affermazione che da sola dice la sua serietà scientifica. Chi deva farsi pubblicità o difendere una sua idea, per quanto nobile nelle intenzioni,si arroga tutto il merito della scoperta, dimostrando un orgoglio, che molto spesso chiude gli occhi sulla realtà dei fatti studiati. Una piccola doverosa correzione: anche la penicillina ha avuto una scoperta condivisa. Dall'intuizione di Fleming all'effettiva comprensione della portata e alla disponibilità della nuova sostanza c'è stato il lavoro paziente e umile di tanti scienziati. A ulteriore riprova dell'assunto. Grazie, Dottoressa Frale. Ad maiora!

 
30/11/2009 - ingrandire immagine (gabriella meroni)

Sarebbe interessante avere una spiegazione più precisa della scritta così come è stata rinvenuta sul lino. Vedo in alto un'immagine con delle scritte che presumo siano quelle di cui parla la dottoressa ma è piccola e non si capisce...

 
30/11/2009 - Sindone (oscar fulvio giannino)

Da torinese appassionato di Sindone ed ex studente del prof Baima Bollone, non posso fare a meno di osservare che sono senza parole, rispetto a come i media stanno trattando le risultanzse dele ricerche di Barbara Frale. Ma come, siamo di fronte all'autentica documentale di un ufficiale di stato civile intorno all'identità del corpo di un certo Gesù posto a morte e avvolto in un telo funebre prima della sua sepoltura, e tranne un recensione a pagina 52 di repubblica più di una settimana fa nessuno se ne dà per inteso? nessuno che si lasci neanche sfiorare dalla portata di tale acquisizione? nessuno che scenda in campo a sottlinearne la portata epocale, sia pur nella doverosa necessità di sottoporre ricerche e risultanze della Frale a tutte le controipotesi del caso? Mioddio, c'è di che riflettere davvero....