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PAOLO VI/ Benedetto XVI nelle terre di Montini, il papa “grato di essere bresciano”

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La vita quotidiana dei Montini si svolge invece a Brescia, in via Trieste 37 e, dal 1907, in via delle Grazie, vicino al santuario della Madonna delle Grazie, dove don Battista celebrerà la sua prima messa (e che oggi è sede della vicepostulazione diocesana della causa di beatificazione del servo di Dio Paolo VI). A Brescia Battista, nel giugno 1907, riceve la prima comunione presso le suore di Maria Bambina; e poi la cresima nella cappella del Collegio “Cesare Arici”, all’epoca retto dai gesuiti, nel quale frequenta – fra il 1902 e il 1913 - le scuole elementari e ginnasiali; nel 1916 ottiene la licenza liceale come privatista nel Liceo classico statale “Arnaldo da Brescia”. Nell’ottobre, in piena guerra, come già detto, entra da esterno nel Seminario cittadino.

In questi anni, una grande cerchia di parenti, amici, educatori, trasmette al giovane una fede libera, forte e leale e un grande attaccamento alla Chiesa e al papato. Brescia vive un momento di impareggiabile fervore nell’impegno educativo, sociale e religioso dei cattolici; ma già fin dalla seconda metà dell’800 il laicato cattolico bresciano è fra i più organizzati. Al centro vi sono la formazione religiosa e la preoccupazione educativa, con il Circolo della gioventù cattolica dei ss. Faustino e Giovita, nel quale si formano Giuseppe Tovini (oggi beato) e Giorgio Montini; sono diffusi gli esercizi spirituali per laici; e le sorelle Elisabetta e Maddalena Girelli (delle quali è aperto il processo di beatificazione) rifondano la Compagnia di s. Angela Merici. Si stampano diverse testate popolari e per le donne; sono attive le Casse rurali e artigiane e la Banca San Paolo, fondate dal Tovini. Questa vivace diocesi negli anni giovanili di Montini è guidata dai vescovi Giacomo Corna Pellegrini (1827- 1913) e Giacinto Gaggia (1847-1933), entrambi grandi sostenitori di questi sacerdoti e laici impegnati; mons. Gaggia segue da vicino l’itinerario formativo di Montini, con dottrina, umanità e spiritualità. Sotto i loro episcopati nascono la rivista «La Madre Cattolica», il settimanale «Pro Familia», la tipografia Queriniana, il Pio Istituto dei poveri artigianelli, l’Editrice La Scuola - diretta per cinquant’anni da mons. Angelo Zammarchi, il sacerdote che pronuncia l’omelia alla prima messa di Montini - e, nel 1925, l’Editrice Morcelliana, ad opera di Fausto Minelli, Alessandro Capretti, Mario Bendiscioli, e degli oratoriani Carlo Manziana, Giuseppe Cottinelli, Giulio Bevilacqua. Questi cattolici non si fermano neppure sotto il fascismo, ma – pur non avendo più il loro quotidiano e i loro circoli – continuano la formazione delle coscienze all’interno dell’Editrice Morcelliana, avendo come riferimenti i grandi pensatori cattolici come Romano Guardini e Jacques Maritain.

 

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