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PAOLO VI/ Benedetto XVI nelle terre di Montini, il papa “grato di essere bresciano”

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L’8 novembre Benedetto XVI compirà una visita a Brescia: al mattino celebrerà la messa in piazza Paolo VI e nel pomeriggio si porterà a Concesio, paese natale di Paolo VI, in Valtrompia, a 8 km. dal capoluogo, dove inaugurerà la sede dell’Istituto internazionale di studi e documentazione Paolo VI che, dall’anno della sua fondazione, il 1979, si trovava presso il Centro pastorale di Brescia e adesso risiederà in un modernissimo complesso posto accanto alla casa della famiglia Montini. La visita del papa sarà quindi segnata dalla memoria del predecessore; vale la pena, allora, per meglio comprendere la ricchezza di questa occasione pastorale, ricordare i molteplici legami di Paolo VI con il suo territorio.

L’attaccamento alla famiglia, alle radici del mondo cattolico bresciano, agli educatori di quella terra, è un elemento fondamentale lungo tutta l’esperienza di Giovanni Battista Montini. Da pontefice, nelle diverse occasioni in cui incontra in Vaticano i bresciani, ammette con dispiacere e rimpianto di essere da troppo tempo lontano dalla sua città, tanto da sentirsi, dice nel 1970, come «un dormiente per lunghi anni, il quale, ridestatosi, s’accorge che tutto è cambiato d’intorno a lui, crede di ritrovarsi nella scena di quando il sonno lo prese e si meraviglia di non riconoscere più né le persone, né l’aspetto delle cose da cui si vede circondato; si sente forestiero in casa propria, e avverte l’opera divoratrice e generatrice del tempo. Labuntur anni. Manchiamo da Brescia, si può dire, da cinquant’anni. La Nostra memoria si è fermata al periodo della giovinezza[…]».

Giovanni Battista Montini nasce a Concesio il 26 settembre 1897; il padre, avvocato Giorgio (1860-1943), è uno tra i più importanti esponenti del movimento cattolico bresciano dell’epoca; a soli 21 anni diviene direttore de «Il cittadino di Brescia»; è uno dei fondatori del Partito Popolare e deputato aventiniano. La mamma, Giuditta Alghisi (1874-1943) - anch’ella impegnata in opere di carità e presidente delle Donne Cattoliche del capoluogo - è nativa della frazione di Verolavecchia; le vacanze della famiglia trascorrono tra quest’ultimo paese e Concesio, nella casa di campagna della famiglia Montini. Battista, come viene sempre chiamato dai familiari, è cagionevole di salute per uno scompenso cardiaco, poi superato, e trascorre nel clima salubre di Concesio anche lunghi periodi negli anni della prima guerra mondiale, quando frequenta da esterno il Seminario bresciano. Così si intende il significato della lapide che si legge sul muro della casa di Concesio: «II 26 settembre dell’anno 1897 in questa casa nacque Giovanni Battista Montini elevato al sommo pontificato con il nome di Paolo VI. Annunciò al mondo la civiltà dell’amore che fanciullo apprese fra queste mura». Lo stesso Paolo VI, il 4 luglio 1978, quattro settimane prima di morire, scrive al cugino Vittorio Montini: «Il nostro antico Concesio, indimenticabile, e con queste care e pie memorie quelle delle Persone veneratissime, che ci attendono nella comunione dell’eternità: oh! quanto sempre mi sono presenti, e come ormai le sento vicine».

 

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