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STORIA/ La Croce contro la Svastica: il conflitto fra Terzo Reich e Vaticano

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In effetti, nella storia delle iniziative poste in atto dal mondo cattolico per attenuare le conseguenze della persecuzione antiebraica giganteggiano alcune figure femminili. Tra esse, Margarethe Sommer, animatrice della “Hilfswerk Berlin”, l’opera di soccorso agli ebrei fondata da monsignor Lichtenberg e sostenuta dal vescovo di Berlino, e Gertrud Luckner, infaticabile dirigente della Caritas e organizzatrice, a Friburgo, di un centro per favorire l’emigrazione clandestina degli ebrei verso la Svizzera. Egualmente luminose le storie di madre Matylda Getter, la suora polacca che salvò migliaia di ebrei, e della ungherese Margit Slachta, fattasi suora dopo essere stata, nel 1920, la prima donna eletta nel Parlamento di Budapest. Senza dimenticare Germaine Ribière, che a Parigi diede vita all’organizzazione “Amitié Chrétienne”.

 

Da chi, come lei, ha scritto un libro come «Operazione Walkiria», non ci si poteva non attendere un approfondimento sul ruolo avuto dalla Chiesa cattolica nell’attentato a Hitler del 20 luglio. Quali le novità in proposito?

 

In merito al complotto del 20 luglio, un  dubbio non è mai stato risolto: è vero che il colonnello Von Stauffenberg, fervente cattolico e amico del vescovo di Berlino, prima di compiere l’attentato, andò da lui a confessarsi, ottenne l’assoluzione e si comunicò? Nelle mie pagine, ho cercato di chiarire l’enigma che da allora intriga gli storici e il popolo cristiano. E che va collegato con la durissima repressione che, dopo il fallito Putsch, colpì non solo gli ambienti militari, ma anche il mondo cattolico, con centinaia di sacerdoti e  religiosi arrestati, impiccati o mandati a morire nei Lager.

Perché ancora in molti si ostinano a considerare Pio XII un Papa antisemita e filonazista?

 

Le calunnie hanno le gambe lunghe. Gli storici schierati a sinistra che - per vendicarsi dell’anticomunismo di Pio XII - sparsero fango sulla sua memoria, sono però positivamente contrastati da moltissimi ebrei, anche famosi, che si sono  schierati in sua difesa: Albert Einstein, Golda Meir, Martin Gilbert, Michael Tagliacozzo, Gary Krupp, Elio Toaff, William Zuckermann. Nomi di altissimo prestigio che prima o poi, ne sono certo, riusciranno a convincere i loro correligionari facendo trionfare la verità.



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