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CARRON/ 9. Buttiglione: l’individualismo uccide la nostra libertà

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Due mi sembra che siano le idee fondamentali che Carron ci vuole trasmettere, ripresentando e commentando il pensiero di don Giussani.
La prima riguarda la struttura ontologica della persona umana. L’uomo è un essere fatto per la comunione con gli altri uomini. Dice Péguy (che don Giussani citava spesso) che la libertà è data per essere donata. La libertà non vive nel vuoto. Ha la funzione di essere donata per costruire comunità.

Quando uno si innamora ha l'esperienza evidente di questa struttura originaria della libertà umana. Senza la persona amata la vita non ha senso e appartenere a lei significa essere più liberi che non appartenerle. Il problema della vita è trovare qualcosa che valga il dono della libertà. Se non c’è nulla che valga il dono della libertà allora la vita è vuota, è alienata. Il destino di una libertà incapace di donarsi o che non trova un oggetto adeguato a cui donarsi è la noia, è il destino degli ignavi di cui parla Dante.

Cosa vale il dono della persona? L’altra persona. Ogni uomo vive l’esperienza della ricerca di una compagnia per la vita come traccia esistenziale del suo cammino nel mondo. La persona è un essere che è vuoto dentro e ha bisogno di essere riempito dalla presenza di un altro. Questo è il contrario della mentalità comune per la quale la libertà è il non appartenere a nessuno, è il non stringere rapporti forti con nessuno, coincide dunque con una solitudine alienata...

Gesù spiega questa struttura ontologica della persona parlando di sé e del Padre: “Chi vede me vede il Padre”. Siamo all’inizio del dogma della Trinità. Come è possibile che due (tre) siano uno? È possibile se l’amore dell’altro è il fondo del mio essere me stesso. Questa struttura ontologica è propria di ogni uomo, ma solo Gesù la afferma con questa radicalità. Continua nelle pagine seguenti...



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COMMENTI
29/12/2009 - grazie Rocco (attilio sangiani)

ti ringrazio perchè con questo scritto esprimi al meglio il lascito culturale e spirituale di due grandi maestri: Augusto Del Noce ( di cui domani,30 dicembre,cade l'anniversario della morte ) e don Giussani.