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TEATRO/ Da Sofocle a Shakespeare, spettatori di un solo grande segreto

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La rossa tenda di velluto inizia lentamente a indietreggiare e “qualcosa” si impone e si scopre ai nostri cinque sensi. In questo lunghissimo istante crolla il muro dei pregiudizi e il velo dei preconcetti si strappa. Lì, tra il buio e la luce, tra la realtà e la finzione, tra l’adesso e l’allora, si aprono spazi immensi dove uomini e dèi combattono le loro vite e giocano storie di tutti i giorni. La tela si ritira, nascondendosi oltre il limite del proscenio, per svelare uno spazio vuoto. Una soglia in cui siamo introdotti a toccare con gli occhi realtà incorporee. Non esiste momento più emozionante al mondo di quando in sala le luci si abbassano e, in un fruscio colmo di silenzio, si apre il sipario.

E allora andiamo, andiamo a vedere “chi è là”.

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COMMENTI
03/01/2010 - Grazie! (marta cossu)

Nulla come il teatro ci restituisce la realtà con tanto fascino e mistero. La mia gratitudine va a chi, come Lei, ha coltivato il proprio talento e al teatro ha dedicato la vita, permettendo a tutti - umili, certo non così talentuosi, ma appassionati spettatori, come la sottoscritta - di partecipare al miracolo che riaccade ogni sera sul palcoscenico, di poter essere contemporanei al genio di Shakespeare o Sofocle attraverso la fisicità, la mediazione, la singolarità di uomini segnati, veri. In effetti basta iniziare a guardare, guardare con curiosità e disponibilità, quello che accade e chi lo incarna sul palco, per non volere più abbandonare il teatro! Grazie!