BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IDEE/ La profezia di Del Noce, la nostra è la società più “marxista” di tutte

Pubblicazione:

societ%C3%A0rovineR375_30dic09.jpg

 

Egli ricostruisce così evoluzioni di lungo periodo, attento anche alle ricadute politiche e sociali di molte prospettive filosofiche, giacché ritiene che nel Novecento la storia sia diventata storia filosofica, in quanto è stato proprio il marxismo a voler non solo interpretare il mondo, ma anche e finalmente cambiarlo. L’indagine sulla storia diventa, allora, analisi dei motivi teorici e filosofici secondo cui essa va trasformandosi, sicché le considerazioni di Del Noce giungono alle tematiche metafisiche, studiando le impostazioni filosofiche che animano il proprio tempo, ne consentono un’interpretazione e cercano di rispondere ai suoi interrogativi.

Guardando al pensiero moderno e ai suoi inizi con Cartesio, Del Noce rileva come due grandi linee si siano dipartite da quell’origine: una, che è stata dominante ed è più nota, ha portato attraverso razionalismo ed empirismo all’idealismo, e al suo immanentismo, secondo un esito ateistico che il marxismo ha esplicitato e tentato di realizzare. Un’altra linea, più marginale e meno nota, conserva però aspetti capaci di trasmettere e approfondire un messaggio assai diverso: essa passa per Malebranche, Pascal, Vico e perviene a Rosmini e a un umanesimo cristiano, attento alla trascendenza e all’intimità con Dio e capace anche di impegnarsi sul piano etico-politico nella lotta contro il male.

Del Noce, infatti, aderendo a una prospettiva, in largo senso, ontologista, rifiuta un razionalismo che non ammetta il mistero, il limite e la capacità umana di peccare. Proprio perché la natura umana è decaduta, essa può anche venire redenta, ma, soprattutto, non si dovrà perseguire, su questa terra e con le sole forze umane, l’ideale di un uomo nuovo e perfetto. Si cadrebbe in quel perfettismo, giustamente deprecato da Rosmini, che tanti danni ha prodotto, avendo dimenticato il peccato originale e avendo progettato nella storia l’avvento della pienezza dell’umano e della sua finale salvezza.

Infine, riflettendo a lungo sul marxismo, in particolare sul pensiero di Gramsci e sui suoi rapporti con il pensiero di Gentile, Del Noce sottolinea come nel marxismo si annidi una contraddizione intrinseca che lo condurrà alla dissoluzione: il materialismo, da un lato, porta alla decostruzione radicale della società borghese e soprattutto dei suoi ideali (morali, religiosi, metafisici), interpretati solo come menzogne e frutto dell’oppressione di classe; d’altro lato, la dialettica, dovrebbe traghettare a una società senza classi, priva però di un modello ideale secondo cui configurarsi. Ne risulta che, mentre la pars destruens riesce benissimo, mettendo in crisi i valori fondanti la società borghese, fallisce la costruzione di una società nuova, sicché la mera ricerca del benessere, il consumismo e l’egoismo di massa subentreranno ai vecchi ideali cancellati, e il nichilismo costituirà l’esito non programmato, né atteso, ma inevitabile sul più diffuso piano sociale e umano. L’opzione per un razionalismo esclusivo porta a esiti nichilistici, connessi anche con il processo di secolarizzazione, che si registra nella società occidentale.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
30/12/2009 - E ancora... (Francesco Giuseppe Pianori)

E ancora non sono compiute le sue profezie. Del Noce è stato, è, veramente un grande. Umile come tutti i grandi. Semplice come un bambino, con gli occhi sempre spalancati e responsabile come un adulto. Basta guardare le sue foto. Tutt'altro che un "cristiano adulto". Abbiamo tutti sotto gli occhi l'esattezza delle sue intuizioni. Vescovi e politici "cattolici" finiti, trascinando il popolo, nelle file dei nemici di Cristo e la cosa tuttora continua. Giustamente, come invita a considerare il buon Albacete nell'editoriale di oggi: "Questa questione deve essere affrontata, perché le radici ultime della crisi sono di fatto religiose. I cattolici ne devono prendere nota e rendersi sempre più conto dell’importanza dell’unità con i vescovi in comunione con il Successore di Pietro, mentre altri cristiani dovranno decidere su come impedire che la fede cristiana possa essere manipolata in favore dell’intolleranza e della violenza." Del Noce forse aggiungerebbe "religiose" cioè "razionali".

 
30/12/2009 - La miscela radicalmarxista del '68 e dintorni. (Carlo Martinelli)

Non sono un esegeta del marxismo, però mi pare che esso non avesse nel suo dna il divorzio e l'aborto. Obiettivi invece tenacemente e lucidamente perseguiti dai radicali, i precursori del secolarismo, coi quali i marxisti si allearono per rovesciare il loro principale oppositore: la DC. Insomma, per il comunismo tutto è utile per distruggere il nemico. Pure tradire i propri ideali e abbattere i cardini della civiltà stessa. Per la libidine di sentirsi padroni anche solo dei suoi ruderi.

 
30/12/2009 - Dossetti e Lazzati (attilio sangiani)

Se l'antagonista di Del Noce,fuori dalla cultura cattolica,era indubitabilmente Norberto Bobbio,i maggiori antagonisti erano all'interno del mondo cattolico ( non solo degli intellettuali,ma anche dei teologi e persino Pastori. Penso soprattutto a Giuseppe Dossetti ed anche Giuseppe Lazzati,senza citare gli altri fin troppo famigerati,come Balducci,Turoldo,.... Non La Pira,sul quale Del Noce,con grande umiltà,ebbe e ricredersi ( ne ho i documenti e ne sono testimone ). Grazie,Michele Le Noci. Ti abbraccio.