BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IDEE/ La profezia di Del Noce, la nostra è la società più “marxista” di tutte

Pubblicazione:

societ%C3%A0rovineR375_30dic09.jpg

 

Augusto Del Noce – del quale si ricorda il decennale della morte, mentre nel 2010 si celebrerà il centenario della nascita – ha avuto uno strano destino dal punto di vista dell’incidenza culturale e politica: durante la sua vita, è stato abbastanza isolato e solitario nel panorama intellettuale e filosofico italiano ed è stato marginale anche rispetto alle correnti dominanti del mondo cattolico (al quale egli pur si sentiva di appartenere intrinsecamente), se si esclude l’accoglienza cordiale, densa di stima e amicizia, ricevuta dal movimento di Comunione e Liberazione e da lui ampiamente ricambiata.

Da alcuni anni, invece, la sua figura e il suo pensiero sono fatti oggetto di studio, danno luogo a molti approfondimenti e ricevono consensi da destra, come da sinistra. Per molto tempo è stato visto, nel bene e nel male, come un ideale Anti-Bobbio, anche se tra i due non c’era certamente animosità, né tampoco inimicizia, al di là delle letture sicuramente differenti della realtà culturale italiana e degli sbocchi filosofici della contemporaneità. Oggi si può dire che il suo isolamento, più che allo stile certamente arduo e complesso o all’erudizione di cui erano intrise le sue pagine, anche quelle che avrebbero dovuto apparire più “leggere”, sia dovuto soprattutto a un fatto: in molte questioni è stato profetico.

In anni in cui il marxismo era ritenuto inevitabilmente vincente, permeava di sé le analisi sociali e politiche ed era ritenuto un ingrediente indispensabile per ogni riflessione culturale, sicché anche molti cattolici, vedendo in esso solo un’eresia cristiana, cercavano vie e forme per un dialogo filosofico e per una (più o meno compromissoria) collaborazione politica, Del Noce, attraverso un’analisi puntuta e implacabile, ne preannunciava la crisi e prevedeva come esito non una società più giusta e solidale, ma un nichilismo consumistico, pago di sé e privo del senso del peccato.

Dei molti spunti, che si potrebbero richiamare per la riflessione attuale, mi limiterò a ricordarne solo alcuni: il metodo di indagine, la valutazione del pensiero moderno e della sua parabola e il giudizio sul marxismo, decisivo per comprendere i successivi sviluppi della società italiana.

Del Noce non appartiene alle tradizionali correnti dei pensatori cristiani, non la neoscolastica e neppure lo spiritualismo, né si cimenta direttamente con i tradizionali problemi della metafisica, quali l’esistenza e la natura di Dio, la spiritualità o l’immortalità dell’anima, ma a tali questioni perviene attraverso un lungo percorso di storia delle idee, in cui cerca di ricostruire le movenze del pensiero moderno o i suoi esiti novecenteschi, adottando un metodo che potremmo definire “essenzialistico”, in quanto nei pensatori e nelle correnti esaminati le sue analisi afferrano la struttura essenziale di fondo e ne colgono le connessioni quasi necessarie con i successivi sviluppi e gli esiti finali, i quali spesso sono contrari a quelli che ci si sarebbe attesi, grazie a un processo che vichianamente viene chiamato di “eterogenesi dei fini”.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
30/12/2009 - E ancora... (Francesco Giuseppe Pianori)

E ancora non sono compiute le sue profezie. Del Noce è stato, è, veramente un grande. Umile come tutti i grandi. Semplice come un bambino, con gli occhi sempre spalancati e responsabile come un adulto. Basta guardare le sue foto. Tutt'altro che un "cristiano adulto". Abbiamo tutti sotto gli occhi l'esattezza delle sue intuizioni. Vescovi e politici "cattolici" finiti, trascinando il popolo, nelle file dei nemici di Cristo e la cosa tuttora continua. Giustamente, come invita a considerare il buon Albacete nell'editoriale di oggi: "Questa questione deve essere affrontata, perché le radici ultime della crisi sono di fatto religiose. I cattolici ne devono prendere nota e rendersi sempre più conto dell’importanza dell’unità con i vescovi in comunione con il Successore di Pietro, mentre altri cristiani dovranno decidere su come impedire che la fede cristiana possa essere manipolata in favore dell’intolleranza e della violenza." Del Noce forse aggiungerebbe "religiose" cioè "razionali".

 
30/12/2009 - La miscela radicalmarxista del '68 e dintorni. (Carlo Martinelli)

Non sono un esegeta del marxismo, però mi pare che esso non avesse nel suo dna il divorzio e l'aborto. Obiettivi invece tenacemente e lucidamente perseguiti dai radicali, i precursori del secolarismo, coi quali i marxisti si allearono per rovesciare il loro principale oppositore: la DC. Insomma, per il comunismo tutto è utile per distruggere il nemico. Pure tradire i propri ideali e abbattere i cardini della civiltà stessa. Per la libidine di sentirsi padroni anche solo dei suoi ruderi.

 
30/12/2009 - Dossetti e Lazzati (attilio sangiani)

Se l'antagonista di Del Noce,fuori dalla cultura cattolica,era indubitabilmente Norberto Bobbio,i maggiori antagonisti erano all'interno del mondo cattolico ( non solo degli intellettuali,ma anche dei teologi e persino Pastori. Penso soprattutto a Giuseppe Dossetti ed anche Giuseppe Lazzati,senza citare gli altri fin troppo famigerati,come Balducci,Turoldo,.... Non La Pira,sul quale Del Noce,con grande umiltà,ebbe e ricredersi ( ne ho i documenti e ne sono testimone ). Grazie,Michele Le Noci. Ti abbraccio.