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TE DEUM/ Quell’inno che faceva tremare il cuore anche ai "mangiapreti" Napoleone e Garibaldi

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E, tra i canti sacri della tradizione cristiana, se ce n’è uno in grado di far tremare il cuore è il possente Te Deum. Quelle note, sgorgate nella magnificenza del gregoriano, in qualche modo evocano il Giudizio, la sentenza finale di quel Maestro che, scaduto il tempo, ritira il compito e lo valuta: sufficiente o insufficiente. La vita è infatti un compito, anche se molti cercano di convincerci che sia solo un giocattolo (il quale, se ti va bene ci giochi, sennò lo butti via). E la valutazione finale, senza possibilità di appello, prevede una sola alternativa di voto: buono, non buono. Uniamoci anche noi, nel finale di quest’anno, al canto di ringraziamento che la Chiesa eleva da sempre al suo Creatore. Uniamoci anche se siamo stonati. Anche se quest’anno non è stato dei migliori, perché il Signore non permetta di peggio (al quale, com’è noto, non c’è mai fine). Finché non si realizzi la Beata Speranza e venga, finalmente, il Suo Regno.

 

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COMMENTI
02/01/2010 - Te Deum (Lindo Caprino)

Chissà se tutte quelle personalità avrebbero chiesto così tante volte il "Te Deum" se questo fosse stato cantato, come ora, in lingua volgare?