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STORIA/ Dalla Bastiglia al Muro di Berlino: le rivoluzioni che han cambiato il mondo

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Gli ideali della rivoluzione totale e dell’uomo nuovo continuarono a sedurre milioni d’individui desiderosi di giustizia sociale, mentre disincantate élites assetate di potere compresero come la giustificazione utopica della violenza rivoluzionaria fosse il modo più rapido di ascesa politica. Di conseguenza, come non vedere nel Terrore o nel genocidio della Vandea l’archetipo ideologico degli omicidi politici, dei processi farsa, dei Gulag e Lager dei totalitarismi del XX secolo?

Il 1789 fu, benché non solo questo, l’inizio del più grande bagno di sangue della storia dell’umanità e la sede di questo mattatoio fu, perlopiù, la vecchia Europa, dall’Atlantico agli Urali. La divisione dell’Europa del secondo dopoguerra, il muro stesso, possono essere rappresentati come la spartizione del continente tra le due interpretazioni della rivoluzione del 1789, il raggiungimento di un equilibrio che sembrava ormai stabilizzato: a Occidente quella democratica e liberale, a Oriente quella utopistica e totalitaria. A nostro parere, il muro di Berlino è caduto quindi non solo sopra i regimi comunisti dell’est Europa, ma anche, e forse più significativamente, sull’archetipo di quei regimi: l’ideologia che gli esseri umani possano essere capaci di realizzare la società perfetta, quella in cui, parafrasando Eliot, nessuno avrebbe più bisogno di essere buono.

 

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