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LAICITA’/ Sorpresa: Sarkozy chiede alla Francia “chi siamo” e scopre il vuoto

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Venerdì 14 novembre, a distanza di pochi giorni da una festa nazionale (la fine della prima guerra mondiale), il presidente Sarkozy, invece di fare un discorso di circostanza, ha affondato il coltello nella piaga. Ha posto una domanda che cela più che esprimere una certa preoccupazione: «A forza di abbandonare, siamo finiti col non sapere più molto bene chi eravamo. A forza di coltivare l’odio di se stessi, abbiamo chiuso le porte del futuro […] Sarebbe pericoloso non parlarne, far finta che tutto vada bene […] Facendo la politica dello struzzo, lasciamo il campo libero a tutti gli estremismi». Sono le parole di un Presidente della Repubblica francese, non di un inquieto intellettuale della “rive gauche”. E di fronte a un simile discorso viene da chiedersi: ma che cosa abbiamo in realtà “abbandonato”? Che cosa può far nascere “l’odio nei confronti di sé stessi” e, quindi, lasciare il campo libero a tutti gli “estremismi”?

La breccia aperta dalla sentenza europea conduce ad una situazione dove la domanda di Sarkosy diventa drammaticamente necessaria. Togliere il crocefisso non é solo eliminare un simbolo religioso, ma creare un vuoto di coscienza, soprattutto per i non credenti. Perché è eliminare qualcuno/Qualcuno che è storia, tradizione cioè alterità da se stessi. Come possiamo decidere di essere “noi stessi”, se non c’è più nessuno di fronte a noi, se manca ogni proposta che ci venga da una lunga storia?

 

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COMMENTI
08/12/2009 - laicità (laura cioni)

Molto interessante. Chissà che a poco a poco la figlia primogenita della Chiesa ritrovi la via del ritorno.