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FILOSOFIA/ Thoreau, l'idolo degli ambientalisti attratto dall’abisso dell’io

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Henry David Thoreau (1817-1862) è noto soprattutto per il suo esperimento di autosussistenza svolto nei due anni spesi a contatto diretto con la natura presso il Lago Walden (Walden è il titolo del suo resoconto di questa esperienza) e per il suo saggio sulla disobbedienza civile “Resistenza al Governo Civile”. L’apprezzamento di Thoreau per la bellezza della natura, il suo confidare nella natura come fonte di ispirazione morale e la sua difesa di una vita semplice ha portato molti critici ad associarlo con l’ambientalismo. Ma egli era anche un classicista, influenzato in modo particolare dallo stoicismo, e il suo vero interesse era cercare un modo di vivere felici nel mezzo di istituzioni sociali fallimentari.

 

Il 22 aprile 2009 si è celebrato il 39° “Giorno della Terra”. È stata anche la giornata inaugurale dell’opera teatrale Walden: la ballata di Thoreau, in cui si immagina una conversazione fra Henry David Thoreau e il suo maestro Ralph Waldo Emerson ambientata nella capanna sul lago Walden durante i due ultimi giorni del ritiro di Thoreau nella natura. L’opera è stata trasmessa dalla televisione pubblica e alla radio, rappresentata in molti teatri ed è stata accompagnata da programmi di lezioni che «rendono il Walden un perfetto strumento educativo». La Campagna della Generazione Verde, guardando già al 40° anniversario del Giorno della Terra, invita i cittadini ad appoggiare i programmi politici che prevedono energia rinnovabile, consumo responsabile e la creazione di lavori verdi.

Thoreau sarebbe stato molto divertito, e forse anche un po’ indispettito, all’idea di passare il Giorno della Terra a studiare mentre la natura ci aspetta fuori dalle aule. I gitanti che vogliono cogliere una traccia della sua esperienza si troveranno, per esempio, a soddisfare la propria sete prendendo un mestolo che penzola sul fianco della capanna e attingendo direttamente dal lago. Se vi capitasse oggigiorno di passare nelle vicinanze del lago Walden e di essere di fretta, c’è comunque una replica della capanna nell’area di parcheggio. Sì, anche il lago Walden ha il suo drive through. Una capanna-replica è un tipo di opzione che Thoreau avrebbe apprezzato, se non avesse richiesto una perdita di soldi e di tempo, perché l’avrebbe potuta utilizzare per depistare i visitatori. E ciò mi porta all’altro Thoreau, quello meno pubblicizzato ma più interessante.

Thoreau è il filosofo che ha definito il costo di un articolo come la somma della coscienza investita per produrlo o acquistarlo; quello che ha rifiutato di prendere in considerazione qualsiasi lavoro che richiedesse la sua presenza sia prima che dopo pranzo o di acquistare dei vestiti nuovi; e che pensava che la casa di cui uno aveva bisogno in questa vita come nell’altra fosse sempre una scatola di legno con qualche buco.

 

Alcune delle idee più liberanti e interessanti del Walden non andrebbero tanto d’accordo con genitori e insegnanti. Thoreau provava molta simpatia per le difficili condizioni di vita dei normali cittadini, sottolineando che «molti uomini vivono vite di quieta disperazione». Solo che considerava essi stessi responsabili della propria condizione. Thoreau pensava fosse meglio essere abbandonati alla nascita e cresciuti da lupi che essere nati ricchi. Nella conclusione del Walden dice: «Per quanto la tua vita sia miserevole, incontrala e vivila; non sfuggirla e non maledirla. Non sarà mai più cattiva di te». E nel suo ultimo saggio Vita senza principi: «Così gli uomini giacciono supini, parlando della caduta degli esseri umani, senza mai fare uno sforzo per tirarsi su».

Questo Thoreau non accetta di essere arruolato per difendere il programma politico né dei verdi né di qualcun altro. Per lui la disobbedienza civile non consiste nell’essere autorizzati a violare una legge ma nell’essere obbligati a farlo; e così, a malincuore, dovette venir via dal diletto della natura per tornare all’impegno sociale e a tutti i suoi annessi e connessi.

Perché Thoreau abbandonò il lago Walden? Dopo qualche centinaio di pagine dedicate al suo primo anno Thoreau annota solo che il secondo anno fu come il primo. E dice anche di avere ancora altre vite da vivere. E io immagino che dopo due anni di relativa solitudine egli fosse ormai in grado di caricarsi il Walden e di portarlo con sé nella società, cioè che sarebbe sempre stato capace di mantenere una distanza interiore.

Il primo libro di Thoreau, Una settimana a Concord e al Merrimack River, si avvicina al Taoismo nella sua celebrazione delle conchiglie che risplendono sul fondo delle acque del fiume compiendo così il loro fato. Man mano che diventava vecchio, e che si allontanava da Emerson, non considerava più la natura come una fonte costante di bellezza e ispirazione morale. Mr. Ktaadn in Le foreste del Maine è descritto come «selvaggio e orribile, anche se bello» e sostiene che «Non abbiamo visto la pura natura finché non abbiamo visto la sua immensità, la sua monotonia e la sua disumanità». Il mio libro preferito, Cape Cod, include testimonianze sul naufragio a Pleasant Cove della “St. John” – una nave che trasportava centinaia di immigranti nel nuovo mondo. Morirono in quarantacinque; la gente del posto raccoglieva le alghe portate dalla tempesta per usarle come fertilizzante e Thoreau commenta dicendo che forse i morti sono emigrati in un mondo migliore.

Questo è l’altro Thoreau che solo a malincuore accettò l’impegno sociale, che moderò il suo ottimismo sulla natura e che scrisse caustici saggi con titoli come Vita senza principi.

Il lago Walden, come l’io, non ha fondo. Thoreau continuò a investigare queste profondità dopo aver lasciato il lago per vivere le sue altre vite. Sarebbe un peccato smettere di investigare Thoreau lasciandolo fermo al lago.



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