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LETTERATURA/ Primo Levi, un’ora per capire che cos’è l’uomo

Qualche giorno fa il sussidiario.net, ricordando l’anniversario del Diario di Anna Frank, ha citato Primo Levi. LAURA CIONI coglie lo spunto per commentare la celeberrima parte del romanzo autobiografico “Se questo è un uomo” in cui il protagonista è alle prese con una “straordinaria” traduzione del Canto di Ulisse di Dante

ulisseR375_19giu09.jpg (Foto)

Qualche giorno fa il sussidiario.net, ricordando l’anniversario del Diario di Anna Frank, ha citato Primo Levi. Dal suo Se questo è un uomo, il libro giustamente diventato un classico del Novecento e documento sui lager nazisti di rara intensità e misura, traggo la citazione che segue. La pagina è molto nota, ma vale la pena di ripresentarla, perché è un esempio di come, tentando di insegnare, si imparano cose nuove.

L’autore narra di essere stato scelto per un compito molto ambito, quello di trasportare il rancio per i suoi compagni insieme a Jean, uno studente alsaziano. Hanno un’ora buona per camminare all’aperto. Jean parla francese e tedesco, vorrebbe imparare l’italiano. Al suo compagno viene in mente il canto di Ulisse.

Jean è attentissimo, ed io comincio, lento e accurato:

Lo maggior corno della fiamma antica

Cominciò a crollarsi mormorando

Pur come quella cui vento affatica.

Qui mi fermo e cerco di tradurre. Disastroso: povero Dante e povero francese! Tuttavia l’esperienza pare prometta bene: Jean ammira e mi suggerisce il termine appropriato per rendere “antica”.

E dopo? Il nulla, un buco nella memoria.

Ma misi me per l’alto mare aperto.

Sono in grado di spiegare perché “misi me” non è “je me mis”, è molto più forte e più audace, è un vincolo infranto, è scagliare se stessi al di là di una barriera, noi conosciamo bene questo impulso. L’alto mare aperto: Jean ha viaggiato per mare e sa cosa vuol dire, è quando l’orizzonte si chiude su se stesso, libero diritto e semplice, e non c’è ormai che odore di mare: dolci cose ferocemente lontane.

“Mare aperto”. So che rima con “diserto”, ma non rammento più se viene prima o dopo. E anche il viaggio, il temerario viaggio al di là delle colonne d’Ercole, che tristezza, sono costretto a raccontarlo in prosa: un sacrilegio. Non ho salvato che un verso:

Acciò che l’uom più oltre non si metta.

“Si metta”: dovevo venire in Lager per accorgermi che è la stessa espressione di prima, “e misi me”. Ma non ne faccio parte a Jean, non sono sicuro che sia una osservazione importante. Quante altre cose ci sarebbero da dire, e il sole è già alto, mezzogiorno è vicino. Ho fretta, una fretta furibonda.

Ecco, attento Jean, apri gli orecchi e la mente, ho bisogno che tu capisca:

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e conoscenza.

Come se anch’io lo sentissi per la prima volta: come uno squillo di tromba, come la voce di Dio. Per un momento, ho dimenticato chi sono e dove sono. Jean mi prega di ripetere. Come è buono, si è accorto che mi sta facendo del bene. O forse è qualcosa di più: forse, nonostante la traduzione scialba e il commento pedestre e frettoloso, ha ricevuto il messaggio, ha sentito che lo riguarda, che riguarda tutti gli uomini in travaglio, e noi in specie; e che riguarda noi due, che osiamo ragionare di queste cose con le stanghe della zuppa sulle spalle.

È tardi , è tardi, siamo arrivati alla cucina, bisogna concludere:

Tre volte il fè girar con tutte l’acque,

alla quarta levar la poppa in suso

e la prora ire in giù, come altrui piacque…

Trattengo Jean, è assolutamente necessario e urgente che ascolti, che comprenda questo “come altrui piacque”, prima che sia troppo tardi, domani lui o io possiamo essere morti, o non vederci mai più, devo dirgli, spiegargli del Medioevo, del così umano e necessario e pure inaspettato anacronismo, e altro ancora, qualcosa di gigantesco che io stesso ho visto ora soltanto, nell’intuizione di un attimo, forse il perché del nostro destino, del nostro essere oggi qui.

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COMMENTI
23/06/2009 - articolo su Primo Levi di Laura Cioni (Mariapia Saporiti)

Anch'io ho letto in una terza media la stessa pagina: è stato un momento di grazia! Altro che progetti bla bla bla. Occorre un uomo...M.Pia Saporiti