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MEETING/ Il percorso delle mostre nel segno della bellezza

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La bellezza è verità e la verità è bellezza. La bellezza ferisce, ma proprio così essa richiama l’uomo al suo Destino ultimo. (...). Bellezza è conoscenza, certamente, una forma superiore di conoscenza poiché colpisce l’uomo con tutta la grandezza della verità. (...). L’incontro con la bellezza può diventare il colpo del dardo che ferisce l’anima ed in questo modo le apre gli occhi. (...). Nulla ci può portare più a contatto con la bellezza di Cristo stesso. (Cardinale Joseph Ratzinger, dall’intervento inviato per il Meeting 2002)

 

Questo brano fissa in modo definitivo il valore che le mostre, da sempre parte integrante del Meeting, vogliono documentare.

Presentate durante la settimana riminese, le mostre, per la loro peculiarità e ricchezza di contenuti, continuano a vivere, finita la manifestazione, in tutto il mondo perché, essendo itineranti, vengono portate dove richiesto. Anche per questo costituiscono un patrimonio culturale importantissimo.

Quello che mostrano è innanzitutto un interesse, non ad accumulare dati o approfondimenti analitici, ma a coinvolgersi con la vicenda umana di chi, nella storia, ha conosciuto un pezzo della realtà lasciandosi provocare, e affascinare dalla sua bellezza.

Il Meeting 2009 propone otto mostre, otto cammini differenti – dall’arte alla scienza, dalla storia alla filosofia -, accomunati dal medesimo obiettivo: accompagnare il visitatore a scoprire la novità a cui conduce la dinamica della conoscenza. Con questa prospettiva ci imbattiamo in Galileo Galilei che, 400 anni fa, rivolse il cannocchiale verso le “cose mai viste”. Incontriamo poi l’opera di Pavel Florenskij che, guidato dall’idea dell’unità, ha contemplato il mondo come un insieme, cercando di rintracciare, in ogni frammento del reale, un valore assoluto, un segno del disegno buono sul mondo.

La mostra dedicata a Masaccio, Beato Angelico e Piero della Francesca, tenterà di rendere contemporanei fatti avvenuti nel passato, ma portatori di significato per gli uomini di tutti i tempi. Proprio dipingendo quei fatti e quei personaggi – San Pietro nella sequela di Cristo in Masaccio, l’attrattiva dell’affezione a Cristo nell’Angelico e la Leggenda della Croce in Piero della Francesca - si realizzava per loro l’avvenimento della conoscenza. E ancora, una mostra che ci permetterà di conoscere ciò che ha dato origine alle Basiliche Cristiane del IV secolo: un popolo che ha incontrato un’ipotesi di senso per la propria vita. La mostra su María Zambrano propone la riflessione della filosofa spagnola sulla crisi educativa, riflessione che individua nel rapporto con il “maestro” e nel rapporto con la realtà i fattori necessari alla conoscenza. Entrando nella vita quotidiana delle Riduzioni del Paraguay sarà possibile rivivere tutta la ricchezza di un’esperienza di fede capace di generare una nuova civiltà, ancora oggi viva e presente. Napoli. Nessun dono di grazia più vi manca, questa la mostra di fatti, incontri, gesti, parole, di uomini che si raccontano; uomini cambiati da un abbraccio umano che ha reso possibile la libertà e la speranza in un contesto sociale difficile.

Infine S. Agostino e l’incontro con lo scopo della sua esistenza: la conoscenza di Dio e dell’io. Tutto il percorso espositivo si svolgerà non parlando di lui ma lasciandolo parlare: «Che altro è vivere felicemente se non possedere qualcosa di eterno, conoscendola? Nessun bene è conosciuto perfettamente se non lo si ama perfettamente». Ecco la proposta dell’avventura di una conoscenza sempre nuova, perché avvenimento, perché un fatto che irrompe nella vita e ti porta oltre:

 

Sotto l’azzurro fitto

del cielo qualche uccello di mare se ne va;

né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:

“più in là”. E. Montale

 

(Alessandra Vitez)



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