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CECILIA MATUONTO/ Intervista a una grande interprete

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Il domani potrebbe essere suo. Quello del mondo del palcoscenico, del grande schermo, quello dell'arte a tutti gli effetti. Stiamo parlando di Cecilia Matuonto, nata a Milano il 24 febbraio 1977, laureatasi al Dams, la passione per il disegno e per la lettura, nella prima fase della giovinezza un passato di ginnasta, poi ballerina. La danza: un grande amore a cui ha dato tutto dai 19 anni ai 25 anni. Ore di allenamento a inseguire il sogno di queste scarpette rosa, per diventare una star indiscussa da applaudire ogni sera.

Poi, dopo aver frequentato alcuni corsi di recitazione anche con maestri provenienti dall'Actor's Studio la scelta di cambiare lavoro, se così si può dire. Diventare attrice. Continuare, e ricominciare sempre a studiare: ancora tanta danza, recitazione, canto… Sono pochi i linguaggi che Cecilia non sperimenta.
Arrivano le prime soddisfazioni, i primi lavori in teatro, televisione e cinema, con un “cammeo” ne "La seconda notte di nozze" di Pupi Avati. Protagonista di un bellissimo spettacolo a teatro come "Gli occhi della notte". È stata al "Teatro della quattordicesima" per due anni. Ha fatto anche, com'è normale in questo mestiere, tanta pubblicità, che l'ha aiutata a formare ancora di più il suo repertorio. E poi alcune parti in "Incantesimo", in "Nati ieri", in "Andata e ritorno", soap opera e fiction di successo.

Afferma di dover ringraziare innanzitutto la sua grande maestra. Maestra di danza, ma non solo: Prisca, una persona che è e rimarrà per lei un punto di riferimento, nell’arte come nella vita. Uno dei suoi miti è Audrey Hepburn, e in particolare il personaggio da lei interpretato in "Colazione da Tiffany": una donna indipendente, ma fragile e forse ancora un po’ bambina, una donna in cerca del “suo posto”, del “luogo” a cui appartenere, in ricerca del vero Amore.

Per Cecilia l’arte è uno strumento: strumento di crescita, di conoscenza di se stessi e della realtà. L’arte non è il fine, in essa non ci sono le risposte ai quesiti della vita. Quello che conta per lei è la fede, il suo vero punto di riferimento. In questo periodo sta recitando a teatro lo spettacolo "Maria - La moglie di Giuseppe, la mamma di Gesù...". È la storia di Gesù, vissuta con gli occhi della Madonna, un testo di altissima bellezza e di grandissima ricchezza spirituale, in cui Cecilia può mostrare tutte le sue qualità espressive.  Lo si potrà vedere in giro per l'Italia per comprendere meglio il mistero di una storia suggestiva e eccezionale quale quella di Maria.

Il primo ottobre sarà a Sestri Levante, alla Chiesa di Santa Vittoria di Libiola. Il 2 e il 3 ottobre al Politeatro di viale Lucania a Milano. Sempre a Milano il 16 ottobre al Teatro Rosetum. Il 17 al Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Chiavari. Il 22 dicembre di nuovo a Milano al Teatro Verga e lunedì 4 gennaio 2010 a Roma, al Teatro San Genesio. Da non perdere assolutamente.
Senza dimenticare l'altro spettacolo in cui Cecilia reciterà a novembre, in date ancora da definire. "Proprio come Pantani. Vivere da Mito, morire da soli", la storia di una denuncia verso i media di un caso come quello del Pirata che ha scosso l'Italia, ha fatto discutere, ha diviso e acceso dibattiti. Farà parlare di se.

Con Cecilia saranno in scena altre due giovani attrici e Silvio Sarta, protagonista oltre che autore e regista del testo. Cecilia ora sogna il cinema. Innanzitutto l'Italia, ma non solo: le piacerebbe la Francia, e naturalmente Hollywood, l’aspirazione di tutti gli artisti. Intanto c'è sempre un po' di musica, in tutto quello che fa. Forse retaggio del suo passato di ballerina?

Che bella la colonna sonora di "Moulin Rouge". E il musical "The Phantom of the Opera"… Ma non solo. È difficile per lei dire le sue musiche preferite: tutte quelle che “le muovono qualcosa dentro”. La sua è una, ancor breve, carriera vissuta secondo moduli molto particolari, spesso non in sintonia con lo stile di tanti suoi colleghi. Certo il successo è un obiettivo e va bene. Ma senza fede, e senza la Vita, che non è solo arte, non è solo lavoro e sogni, anche il successo non varrebbe nulla. Prima di tutto la sua vita di donna, la cui felicità non coincide con il suo bellissimo sogno artistico, ma passa attraverso di questo. La cui felicità coincide con quel senso delle cose che Gesù Cristo ci ha fatto conoscere.

(Franco Vittadini)



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COMMENTI
29/09/2009 - musica? (A C)

"Intanto c'è sempre un po' di musica, in tutto quello che fa. Forse retaggio del suo passato di ballerina?" O forse retaggio del suo passato di corista? Brava Ceci!