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IDEE/ Così le macerie del comunismo rischiano di travolgere la rinascita della fede

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Questa stessa «orgogliosa autonomia», che fin dal IV secolo Basilio il Grande denunciava come il peggior peccato e la maggior disgrazia per l’uomo, la ritroviamo oggi anche sul fronte che sembrerebbe opposto al comunismo: comunisti delusi e liberali scettici si trovano concordi nel sostenere gli stessi ideali vuoti. Così Umberto Eco, insigne rappresentante della subcultura nazionale, può tranquillamente affermare che non esiste nessuna differenza fra verità e menzogna.

Quando al parlamento europeo si promuovono leggi contro la vita e la morale cristiana in genere, quando si condanna il Papa come antidemocratico, quando si propone una «legge fondamentale» che vorrebbe imporre alla Chiesa cattolica l’accesso delle donne al sacerdozio, all’episcopato e al papato, si constata nei fatti che i nemici di un tempo sono diventati amici. Dobbiamo renderci conto che la lotta per la libertà della religione e per la dignità della persona oggi si trova davanti il fronte allargato dell’irrazionalità e della negazione di ogni speranza. «La storia dell’Europa nel XX secolo, - ammonisce il Papa, - dimostra che la responsabilità di fronte a Dio è di importanza decisiva per il retto agire politico».

Ma in ultima analisi, non vale la pena ingaggiare battaglia contro il vuoto del relativismo invadente, le energie vanno riservate per vivere appassionatamente nella Verità incarnata che è Cristo. Una cultura autentica vince sempre, anche attraverso la persecuzione.



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