BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO/ Mons. Crepaldi: dall’Italia al Venezuela, la Chiesa ascolterà sempre la domanda di giustizia

Pubblicazione:

scienzaefedeR375_08mar09.jpg

 

È un continente molto interessante dal punto di vista della DsC che è ancora ampiamente contestata tra gli intellettuali, anche cattolici, mentre riscuote un nuovo successo tra il popolo per la capacità dei vescovi di accompagnare la gente in un percorso di vera giustizia. La resistenza mite e propositiva dell’episcopato venezuelano nei confronti del “socialismo del XXI secolo” di Chávez o l’impegno dei vescovi del Perù per contrastare la legislazione sul divorzio breve o sull’aborto sono capitoli di uno stesso significativo impegno.

 

Nel rapporto si parla una Chiesa “a due velocità”: da una parte Benedetto XVI che guarda avanti, mentre il corpo ecclesiale non sempre lo segue. Quali le resistenze più forti?

 

Il Papa è in prima linea su due punti: il posto di Dio nel mondo e la coerente globalità dell’impegno sociale cristiano. Il Papa sostiene che il Cristianesimo non solo è utile ma è indispensabile per la vita sociale. Egli insiste sul fatto è che l’ecologia ambientale non va mai separata da quella umana. Non ci sono solo le foche in pericolo ma soprattutto l’uomo. I temi della vita e della famiglia non possono essere separati da quelli della povertà e dello sviluppo.

La secondo velocità riguarda poi coloro che sono ancora fermi a schemi superati, che hanno un concetto di laicità che esclude Dio dalla pubblica piazza e sono sensibili alle nuove ideologie, dal terzomondismo all’ecologismo. La Dottrina sociale della Chiesa ottiene tutta la sua importanza solo se è intesa come una proposta di verità e di carità avente la pretesa di rispondere alle reali attese dell’umanità.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.