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COMUNISMO/ Scalfi: il "no" degli ortodossi alla riabilitazione di Stalin

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Nel 1948 incominciarono nuovi arresti fra il clero, che continuarono fino al 1953 e soprattutto riprese la metodica chiusura delle chiese. Se nel 1948 in URSS erano aperte 14.500 chiese [vanno infatti considerate le chiese presenti nei nuovi territori annessi con la guerra], negli ultimi anni della vita di Stalin ne furono chiuse circa mille.

In difesa di Stalin si cerca di sostenere che era credente. Questa opinione non è suffragata da nessun fatto. Ed è legittimo chiedersi: come poteva un cristiano creare un regime così disumano? Durante gli anni di Stalin furono fucilati e massacrati nei lager milioni di persone. Nell’archivio di Stato russo vi è un documento che fa inorridire. Si tratta di un libro segreto preparato dalla Direzione generale dei lager sul “lavoro con i minorenni e i bambini abbandonati”, in cui si dice: “Attualmente nel sistema del Gulag ci sono 50 colonie di tipo chiuso e aperto. Attraverso le colonie di lavoro sono transitati 155.506 adolescenti tra i 12 e i 18 anni, dei quali 68.927 con condanna penale, e 86.579 senza condanna”.

Alla luce di quanto abbiamo detto vorrei chiedere in che cosa si distinguevano lager tremendi come quello di Karanda e altri, da Auschwitz, Dachau e Buchenwald? Rispondo che si distinguevano principalmente dalla popolazione: nei lager hitleriani erano rinchiusi soprattutto prigionieri, mentre nei lager staliniani mettevano i propri compatrioti. Possibile che fossero tutti nemici del popolo? Stalin è stato la rovina di milioni di persone. Perché nascondersi questa verità e fare di lui un eroe? Il tentativo di dipingere un terribile persecutore della Chiesa come un bravo cristiano e un benefattore è pericoloso, e può soltanto recare un danno spirituale. In questo modo si cancellano i confini fra bene e male. L’abitudine al male è la malattia terribile del nostro secolo».



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