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CARRON/ 10. L'eccedenza della fede, antidoto alla crisi

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Citando don Giussani, Carron dice: “solo Dio è al di là di ogni possibile calcolo”. Frase stupenda che mi fa pensare - da sociologo - alla gratuità che, come ha scritto Luc Boltanski, è esattamente quel tipo di azione che, sospendendo il calcolo, riapre la possibilità di un nuovo ordine sociale. Creando una scansione grazie alla quale è possibile cambiare le regole del gioco. Senza l’eccedenza della trascendenza, questo cambio di passo risulta impossibile e l’uomo si condanna all’eterna coazione a ripetere.


In un tempo intriso di un pensiero neo-materialista e iper-immanentista, l’esperienza della fede è l’ancora di salvezza alla quale dobbiamo rimanere attaccati. Da quale altra origine potrà mai venire un cambiamento che non sia semplicemente inscritto nell’indefinito mutamento tecnico senza direzione? Attenzione, però. Non fede cieca e chiusa, irrazionale e arcaica. Fede cioè del fondamentalista, che - come è ormai evidente - altro non è che l’altra faccia della medaglia del tempo che viviamo. La fede di cui parla Carron e di cui abbiamo bisogno è legame e insieme apertura, disponibilità all’evento e insieme ricerca di senso, capacità di trascendimento e confronto con la realtà.

 

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